Atalanta, attorno a Ederson nasce il centrocampo di Sarri: le soluzioni per la mediana
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Ederson riparte dall’Atalanta: «Sono felice di essere rimasto, domani vogliamo vincere»

Alla vigilia dell’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, Ederson ha parlato del nuovo corso dell’Atalanta, del rapporto con Maurizio Sarri e soprattutto della scelta di rimanere a Bergamo dopo le voci di mercato che lo avevano accompagnato durante l’estate. Il centrocampista brasiliano ha mostrato grande convinzione: «Sono molto contento di essere…

Alla vigilia dell’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, Ederson ha parlato del nuovo corso dell’Atalanta, del rapporto con Maurizio Sarri e soprattutto della scelta di rimanere a Bergamo dopo le voci di mercato che lo avevano accompagnato durante l’estate.

Il centrocampista brasiliano ha mostrato grande convinzione: «Sono molto contento di essere rimasto». Una decisione che, a suo dire, gli permette di continuare il percorso in un ambiente nel quale si sente apprezzato e nel quale ha trovato la giusta dimensione.

«Nel posto dove mi conoscono e mi vogliono bene»

La permanenza a Bergamo sembra aver restituito serenità a Ederson. Il brasiliano ha ringraziato la società e Luca Percassi per la vicinanza ricevuta durante le settimane di mercato.

«La migliore scelta era restare a casa. Nel posto dove mi conoscono e mi vogliono bene», ha raccontato. Il centrocampista ha poi assicurato di aver lasciato alle spalle le indiscrezioni: «Sono lo stesso di sempre, mi conoscete e darò sempre il massimo».

Anche il rapporto con i tifosi resta un elemento centrale: Ederson ha sottolineato il loro sostegno, soprattutto nei momenti più complicati, prima di chiudere con una frase che fotografa il suo atteggiamento verso il mercato: «Il mercato succede».

Con Sarri un ruolo più offensivo

Il cambio di allenatore porta anche una modifica nell’interpretazione del ruolo. Ederson si sente coinvolto in una posizione che gli permette di mantenere le proprie caratteristiche difensive aggiungendo però maggiore presenza nella metà campo avversaria.

«Posso aggiungere qualcosa di offensivo senza perdere la capacità difensiva», ha spiegato. L’obiettivo è continuare a garantire corsa e copertura, ma anche riuscire ad accompagnare maggiormente l’azione e arrivare con più frequenza in zona offensiva.

È proprio questo l’aspetto nel quale il brasiliano individua il principale margine di crescita personale. «L’anno scorso potevo far meglio nell’aspetto offensivo», ha ammesso, spiegando di aver spesso privilegiato la fase difensiva. Il nuovo sistema, secondo lui, può aiutarlo a migliorare in entrambe le fasi.

«Siamo l’Atalanta, vogliamo vincere»

Il primo appuntamento ufficiale della nuova stagione è ormai alle porte. L’Atalanta affronterà l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League, con Ederson consapevole che gli israeliani potrebbero presentarsi più avanti nella preparazione.

«A livello di condizione stanno meglio di noi», ha riconosciuto il brasiliano. Questo però non cambia l’approccio della squadra: «Siamo l’Atalanta, vogliamo vincere», sempre mantenendo rispetto per l’avversario e pensando alla soddisfazione dei tifosi.

Dopo le settimane di preparazione, Ederson considera dunque arrivato il momento di trasformare il lavoro svolto in campo in una prestazione ufficiale.

La fascia non cambia le gerarchie

Ederson ha anche parlato della possibilità di indossare la fascia da capitano. Un’esperienza che lo ha reso orgoglioso, ma senza modificare le gerarchie interne.

«Siamo un gruppo con tanti leader», ha sottolineato. Il riferimento principale resta Marten de Roon, indicato come capitano e come una figura che lo ha sempre aiutato dal suo arrivo a Bergamo.

Se Sarri dovesse scegliere lui per indossare la fascia, Ederson sarebbe naturalmente felice, ma senza perdere di vista il valore del gruppo: «All’Atalanta funziona così».

Prima il nuovo sistema, poi gli obiettivi

L’Atalanta non ha ancora fissato obiettivi precisi per la stagione. La priorità, secondo Ederson, è assimilare il prima possibile le idee di Sarri.

Dopo tanti anni con un sistema di gioco differente, il brasiliano considera normale avere bisogno di tempo prima che i nuovi meccanismi diventino automatici. Solo a quel punto sarà possibile capire fin dove potrà arrivare la squadra.

Le ambizioni, comunque, non mancano: «Siamo una squadra forte, possiamo arrivare tra i primi». Il giudizio definitivo arriverà soltanto più avanti, quando il nuovo progetto avrà preso forma.

«Ho un contratto lunghissimo e penso solo all’Atalanta»

Infine, Ederson ha affrontato nuovamente il tema del mercato. Le voci sul suo futuro lo accompagnano ormai da diverse sessioni, ma questa volta il brasiliano sembra intenzionato a non farsi coinvolgere.

«Negli ultimi anni sono sempre stato un giocatore che doveva andare via», ha ricordato. Ora, però, la situazione è diversa: ha un contratto lungo e si sente parte integrante del progetto.

«Sono molto felice e ho una responsabilità ancora più alta, perché sono dentro a un progetto importante», ha concluso. La sua priorità, almeno per il momento, è una sola: «Devo solo godere questo momento e fare una bella stagione».