Facchetti, il 'Gigante di Treviglio' rivive a 20 anni dalla scomparsa nelle parole del figlio di Prisco
Home > Notizie Atalanta > Interviste Atalanta > Facchetti, il ‘Gigante di Treviglio’ rivive a 20 anni dalla scomparsa nelle parole del figlio di Prisco

Facchetti, il ‘Gigante di Treviglio’ rivive a 20 anni dalla scomparsa nelle parole del figlio di Prisco

A 20 anni dalla scomparsa, il ricordo di Giacinto Facchetti, originario di Treviglio, emerge in un’intervista al figlio di Peppino Prisco. Un ritratto tra campo, dirigenza e le polemiche di Calciopoli.

Sono trascorsi vent’anni dalla morte di Giacinto Facchetti, nato a Treviglio e protagonista della storia dell’Inter sia in campo sia nel ruolo dirigenziale. A ricordarne la figura è il figlio di Peppino Prisco, intervistato dal Corriere della Sera.

Nel racconto trovano spazio anche le vicende legate a Calciopoli, il rapporto con gli arbitri e una riflessione sul calcio di oggi.

Il ricordo di Facchetti

Il figlio di Prisco descrive Facchetti come un professionista serio e una persona per bene, intervenendo anche sulle insinuazioni che hanno accompagnato il suo nome dopo la morte.

“Ci tengo a dirlo, viste le cose che sono state latrate quando lui era già morto”, racconta, prendendo posizione contro quelle ricostruzioni che, a suo giudizio, non rendono giustizia alla figura dell’ex capitano dell’Inter.

Nel suo racconto trova spazio anche il celebre soprannome “Brindellone”, utilizzato in riferimento a Facchetti, e un episodio del 2003 legato a una partita nella quale vennero segnati due gol irregolari. Da qui la considerazione sulla possibilità di contestare l’operato dell’arbitro e chiedere che non venisse più designato per le gare dell’Inter.

Calciopoli e il Var

L’intervista affronta anche il tema di Calciopoli e dell’introduzione del Var. Secondo il figlio di Prisco, la tecnologia non avrebbe cambiato la sostanza delle vicende che portarono allo scandalo del 2006.

Il suo ragionamento riguarda soprattutto il ruolo degli arbitri, che continuano a essere coinvolti nella gestione dello strumento. Nel corso dell’intervista viene affrontato anche il tema dell’influenza del tifo sulle persone che operano nel mondo della giustizia.

“Nessuno lo ammetterà mai, ma anche giudici e avvocati sono influenzati in partenza dal tifo”, sostiene. Allo stesso tempo, ricorda come dalle intercettazioni dell’epoca non fossero emerse richieste di favori.

Facchetti e Prisco, il giudizio su Marotta

Il ricordo si sposta infine sul calcio attuale e sulla figura di Beppe Marotta. Secondo il figlio di Prisco, sia Facchetti sia suo padre avrebbero apprezzato il lavoro svolto dall’attuale dirigente dell’Inter, considerato una figura capace di imprimere una svolta dopo un periodo di difficoltà.

Un legame simbolico tra Facchetti e Prisco resta visibile anche a San Siro, dove le loro sono ricordate attraverso bandiere con i volti dei due ex dirigenti.

A chiudere il racconto è un aneddoto legato a una fotografia: durante uno scatto con un lungo tempo di posa, alle spalle di Facchetti rimase visibile una scia. Un’immagine diventata, nel racconto, quasi una metafora della traccia lasciata dal “Gigante” nella storia dell’Inter.