L’Atalanta riparte da Maurizio Sarri e da un mercato costruito per accompagnare il cambio di filosofia tecnica. A fare il punto è stato il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, intervenuto in conferenza stampa per analizzare le scelte estive del club nerazzurro e il ritorno di Franck Kessié.
Sarri al centro del progetto: «È la persona giusta per il nuovo corso»
In apertura, Giuntoli ha voluto ringraziare la proprietà per il sostegno ricevuto durante la sessione di mercato, sottolineando come l’arrivo di Sarri rappresenti il punto di partenza del nuovo percorso atalantino.
«Voglio ringraziare la proprietà, che ha condiviso e supportato ogni scelta. Maurizio Sarri è la persona giusta per fondare un nuovo ciclo: non è stato semplice portarlo qui, ma siamo molto contenti di averlo con noi».
Il dirigente ha poi ripercorso le principali operazioni concluse in estate, dal regista Gaetano all’arrivo di Kristensen dopo la partenza di Djimsiti, passando per Elmas, considerato un elemento prezioso per la sua versatilità tattica.
Da de Roon a Kessié: esperienza e leadership per il centrocampo
Tra i temi principali affrontati da Giuntoli c’è stata la sostituzione di Marten de Roon, passato alla Roma dopo aver espresso la volontà di cambiare squadra.
«De Roon ci ha chiesto di andare via e noi abbiamo rispettato la sua scelta. A quel punto ci siamo mossi su Franck Kessié, che sarà un tassello importante del nuovo progetto».
Il direttore sportivo ha evidenziato come il ritorno dell’ivoriano sia stato favorito anche dal forte legame con l’ambiente bergamasco.
«Kessié è un centrocampista totale. Ha qualità fisiche e tecniche che gli consentono di giocare sia da regista sia da mezzala. Inoltre porterà peso ed esperienza all’interno dello spogliatoio».
Difesa invariata e fiducia nei giovani
Nonostante le richieste di parte dell’ambiente, l’Atalanta ha deciso di non intervenire ulteriormente nel reparto arretrato.
«Non abbiamo preso un altro difensore perché confidiamo nel recupero di Hien e nella crescita di Obric. Abbiamo seguito alcune opportunità di mercato, ma senza trovare le condizioni giuste».
Una scelta che conferma la volontà del club di valorizzare i profili già presenti in rosa senza ostacolare il percorso dei giovani più promettenti.
Obiettivi e ambizioni: «Prima costruire un’identità»
Sul fronte delle aspettative stagionali, Giuntoli ha preferito mantenere un profilo prudente, invitando tutti a concentrarsi prima sulla costruzione della nuova identità tecnica.
«Passare da un calcio basato sull’uomo a uno più orientato alla gestione della palla richiede tempo. Ci sono meccanismi completamente diversi e la squadra dovrà assimilarli».
Quanto ai traguardi da inseguire, il dirigente ha evitato proclami.
«Si parla sempre di obiettivi, ma prima dobbiamo trovare un’identità chiara e forte. Solo dopo capiremo fino a dove potremo arrivare. Gli obiettivi rischiano di rappresentare troppo o troppo poco: oggi la priorità è crescere e ripartire con basi solide».
La convinzione, però, resta quella di aver costruito una rosa più competitiva e adatta alle idee del nuovo allenatore. Un punto di partenza che a Bergamo sperano possa aprire una nuova fase vincente della storia nerazzurra.




