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Samaden spiega il modello Atalanta: “I giovani vanno messi alla prova prima del tempo”

Le parole del responsabile del vivao neroazzurro.

La crescita dei talenti continua a rappresentare uno dei pilastri della filosofia dell’Atalanta. Un percorso costruito negli anni attraverso investimenti, strutture e una precisa visione tecnica che punta a valorizzare i ragazzi più promettenti anche anticipandone i tempi di sviluppo. A raccontare questa strategia è stato Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, intervenuto per approfondire i principi che guidano il lavoro quotidiano del vivaio di Zingonia.

La scelta di far giocare i ragazzi sotto età

Uno degli aspetti distintivi del modello atalantino riguarda la volontà di inserire nelle varie categorie giovani calciatori con un’età inferiore rispetto a quella prevista normalmente per il campionato disputato.

L’obiettivo non è ottenere risultati immediati, ma accelerare il processo di crescita attraverso il confronto con avversari più maturi e contesti maggiormente competitivi. Un percorso che richiede pazienza e programmazione, ma che negli anni ha permesso a numerosi talenti di bruciare le tappe.

“Per noi è importante inserire ragazzi anche più giovani degli standard della categoria, non sono magari pronti subito ma lo saranno tra qualche mese”, ha spiegato Samaden.

Una filosofia che guarda al lungo periodo e che punta a sviluppare il potenziale dei giocatori prima ancora dei risultati a breve termine.

L’Under 23 come ponte verso il professionismo

Nel percorso di crescita disegnato dall’Atalanta, un ruolo sempre più importante è ricoperto dall’Under 23, considerata una tappa fondamentale tra il calcio giovanile e quello professionistico.

La seconda squadra permette infatti ai giovani più promettenti di confrontarsi con avversari esperti, mantenendo però un legame diretto con l’ambiente nerazzurro e con i principi tecnici del club.

“L’Under 23 permette di aggiungere un ulteriore step”, ha sottolineato Samaden.

Un passaggio che consente di rendere meno traumatico il salto verso il calcio dei grandi e che negli ultimi anni ha già prodotto risultati significativi.

Il sostegno della società e il ruolo di Percassi

Dietro il lavoro del vivaio c’è una visione condivisa dall’intero club. Samaden ha voluto evidenziare il contributo della dirigenza e, in particolare, la vicinanza di Luca Percassi, figura centrale nello sviluppo del progetto.

“Luca Percassi ci guida tutti i giorni e ci sprona a migliorare sempre”, ha affermato il responsabile del settore giovanile.

Un concetto che conferma come il vivaio non venga considerato un comparto separato, ma una componente strategica dell’identità atalantina.

Zingonia, il cuore del progetto nerazzurro

Alla base di tutto restano le strutture del centro sportivo di Zingonia, da anni considerate tra le migliori a livello nazionale. Un ambiente che consente alle diverse squadre del club di lavorare in stretta connessione e di accompagnare i giovani in ogni fase della loro crescita.

Samaden ha definito il centro sportivo un’eccellenza del calcio italiano, sottolineando come la qualità delle strutture rappresenti un fattore determinante nello sviluppo dei talenti.

Ma, come dimostrano le parole del responsabile del vivaio, il vero valore aggiunto resta la filosofia che guida il progetto: investire sui giovani, accompagnarli nel loro percorso e avere il coraggio di scommettere su di loro prima degli altri.