Maurizio Sarri ha analizzato l’avvio di stagione dell’Atalanta in un’intervista esclusiva rilasciata a Sky Sport, spiegando come le difficoltà iniziali non rappresentino una novità nella sua carriera.
«Questo inizio di stagione ha qualche analogia con esperienze passate? Con parecchie, con qualcuna no, con altre sicuramente sì. L’esperienza più simile è stata a Empoli: dopo nove giornate eravamo ultimi in classifica e abbiamo poi fatto la finale playoff. A Napoli dopo quattro partite avevamo due o tre punti. Difficoltà che sono venute fuori costantemente nel corso della mia carriera».
L’allenatore ha poi evidenziato come il cambiamento tattico richieda inevitabilmente tempo: «Più il modo di giocare precedente era completamente diverso dal mio, più la difficoltà aumenta all’inizio. È un anno di costruzione: sia il direttore sportivo che la società non fissano obiettivi materiali di breve periodo, ma parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo».
«Il modulo non è la cosa più importante»
Sarri ha anche affrontato il tema del sistema di gioco, sottolineando come l’aspetto decisivo non sia il modulo in sé, ma l’identità collettiva della squadra: «Il modulo lascia il tempo che trova, è un’ipotesi come un’altra. Quello che conta davvero è il modo di difendere e l’idea per attaccare, il modo in cui la squadra si muove e ragiona collettivamente».
Il tecnico ha poi aggiunto: «Il modulo può avere la sua importanza, certo, ma non è quella decisiva nel determinare il livello di una squadra».
I nuovi acquisti e la crescita del gruppo
Parlando dei volti nuovi arrivati in estate, Sarri ha evitato di fare classifiche personali, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano svolto dal gruppo: «Tra i nuovi acquisti, chi mi sta convincendo di più? Non si può indicare un nome, non sarebbe giusto nei confronti degli altri».
L’allenatore ha spiegato come ogni giocatore stia seguendo un percorso differente: «Qualcuno è arrivato all’inizio della preparazione estiva, qualcuno all’ultimo giorno di mercato, qualcuno poco prima della fine ma con problemi fisici che ne hanno limitato il lavoro iniziale. Ognuno ha il suo percorso e i suoi tempi».
L’aspetto che più lo soddisfa riguarda però l’atteggiamento: «L’elemento che li accomuna è la disponibilità al lavoro, e questo è l’aspetto più importante per costruire qualcosa insieme».
Mercato e Conference League
Sul mercato estivo, Sarri ha ribadito come sia impossibile trovare un allenatore completamente soddisfatto delle operazioni concluse dalla propria società: «Un allenatore contento al cento per cento del mercato della sua società lo devo ancora conoscere. In tutta la mia carriera non l’ho mai incontrato».
Nonostante questo, il giudizio complessivo resta positivo: «Sono arrivati giocatori importanti, qualcuno ancora da formarsi e da sviluppare, qualcuno già formato e pronto. Complessivamente sono arrivati giocatori di valore, e questo è quello che conta».
Infine, uno sguardo agli impegni europei e alla Conference League: «È chiaro che le competizioni europee qualcosa in campionato lo fanno pagare, in termini di energie e di turnover necessario, ma questo fa parte del gioco e non è una novità per nessuno».
Per Sarri sarà fondamentale affrontare la competizione con il giusto approccio: «L’importante è che noi diamo alla Conference League l’importanza che merita, anche mentalmente, perché si tratta di una competizione europea di livello e vogliamo affrontarla con la giusta serietà e ambizione».




