Atalanta, il dibattito sulla personalità riapre il caso Gomez: “Un leader manca da allora”
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Atalanta, il dibattito sulla personalità riapre il caso Gomez: “Un leader manca da allora”

Nel mondo Atalanta si discute di “personalità”. Un dibattito che affonda le radici nell’addio di un capitano carismatico come il Papu Gomez e che oggi rischia di diventare un’arma a doppio taglio.

Il tema della personalità continua a tenere banco in casa Atalanta. Dopo le parole di Maurizio Sarri e la risposta di Éderson, il dibattito si allarga anche al passato recente del club. In un editoriale pubblicato da L’Eco di Bergamo, Roberto Belingheri individua infatti un momento preciso da cui, a suo giudizio, sarebbe iniziata la ricerca di un nuovo leader: l’addio di Papu Gomez.

Il tecnico nerazzurro aveva parlato della necessità di una crescita sul piano della personalità dopo la sconfitta contro la Juventus. Un tema sul quale Éderson ha poi risposto sottolineando la personalità del gruppo.

Il paragone con Papu Gomez

Nel suo ragionamento, Belingheri parte proprio da Gomez. L’ex capitano viene descritto come un trascinatore e come un giocatore capace di andare oltre il semplice ruolo di chi indossa la fascia.

Il punto dell’editoriale, però, non è sostenere che l’Atalanta abbia necessariamente sbagliato a non trovare un nuovo Gomez. Al contrario, viene sottolineata la difficoltà di individuare un calciatore con quelle caratteristiche: un leader di quel tipo rappresenta un elemento raro e la sua assenza, secondo Belingheri, non può essere considerata automaticamente una colpa.

È un passaggio che si inserisce nel momento particolare vissuto dalla squadra di Sarri. L’allenatore, dopo la partita di Torino, aveva evidenziato proprio la difficoltà dei suoi giocatori nel farsi sentire e nel trascinare la squadra nei momenti decisivi.

Il rischio di trasformare la personalità in un alibi

L’altra faccia della questione riguarda però il modo in cui viene affrontato il problema. Secondo Belingheri, insistere troppo sulla mancanza di personalità può diventare un’arma a doppio taglio.

Per l’allenatore il rischio sarebbe quello di attribuire a questa componente una parte eccessiva delle difficoltà della squadra. Per i giocatori, invece, potrebbe diventare un modo per prendere le distanze dalle responsabilità richieste dal tecnico.

Il ragionamento parte da una distinzione precisa: gli aspetti tattici possono essere allenati e migliorati, mentre carisma e personalità appartengono a una sfera diversa. Ed è proprio su questo punto che si inserisce il riferimento a Don Abbondio utilizzato nell’editoriale.

Il dibattito, dunque, resta aperto. Da una parte c’è la richiesta di Sarri di vedere una squadra più presente nei momenti in cui serve reagire; dall’altra, la consapevolezza che trovare un nuovo trascinatore con le caratteristiche di Gomez non sia un’operazione semplice.