Per una sera, al Renzo Barbera, sembrava davvero che il tempo avesse fatto un passo indietro. Josip Iličić è tornato sul campo palermitano in occasione della partita d’addio al calcio di Fabrizio Miccoli, ritrovando una piazza che conserva un legame particolare con il fantasista sloveno.
Abbracci, sorrisi e l’affetto del pubblico rosanero hanno accompagnato il suo ritorno. Poi è arrivato il pallone. E Iličić, anche in una serata nata per celebrare un’altra grande storia del calcio italiano, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio con alcune giocate di qualità e diversi tunnel che hanno acceso gli spalti.
Il mancino di Iličić non passa inosservato
Gli anni sono passati, ma alcuni gesti tecnici sono rimasti gli stessi. Il controllo orientato, la giocata nello stretto e quel mancino capace di inventare soluzioni difficili hanno riportato alla memoria le migliori serate della carriera di Iličić.
Il Barbera, del resto, è un luogo speciale nel suo percorso. È proprio a Palermo che il talento sloveno ha mosso i primi passi del calcio italiano, dopo l’esperienza al Maribor, lasciando subito intravedere quelle qualità che negli anni successivi lo avrebbero accompagnato fino ai grandi palcoscenici europei.
Da Palermo alle notti di Champions con l’Atalanta
Il filo della memoria porta inevitabilmente anche a Bergamo. Dopo l’esperienza in rosanero, Iličić ha trovato nell’Atalanta uno dei capitoli più importanti della propria carriera, diventando uno dei volti del calcio spettacolare proposto dalla squadra nerazzurra e vivendo da protagonista anche le notti di Champions League.
Per questo il suo ritorno al Barbera ha avuto un significato particolare. Sullo stesso campo dove aveva iniziato a farsi conoscere in Italia, il numero di magie non è sembrato diminuire.
“Mi diverto ancora, il calcio per me è vita”
Dopo la partita, Iličić ha parlato anche del suo rapporto con il pallone e con il calcio giocato: “Nel calcio oggi è importante correre, ma il piede è rimasto per fortuna. Mi diverto ancora, il calcio per me è vita“.
Poi una frase che racconta bene il rapporto rimasto con Palermo: “Dove mi sento bene torno spesso, volentieri“.
Al Barbera è tornato per salutare Miccoli. Alla fine, però, è stato anche il pubblico rosanero a salutare nuovamente uno dei mancini più talentuosi passati da Palermo, ritrovando per una sera quelle giocate che appartengono alla memoria della piazza.




