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Sarri avverte l’Atalanta: «Da lunedì il tempo degli alibi è finito»

Le parole del tecnico.

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Maurizio Sarri alza il livello della richiesta. Dopo la sosta, l’allenatore dell’Atalanta non vuole più sentir parlare di tempo: contro il Venezia, alla ripresa, si aspetta risposte concrete e soprattutto una squadra capace di giocare il proprio calcio.

«Dobbiamo fare calcio, superare le paure», ha spiegato il tecnico toscano al Corriere della Sera Bergamo. Il concetto è chiaro: l’Atalanta deve riuscire a trasformare il lavoro fatto finora in gioco e occasioni, soprattutto negli ultimi 25 metri.

Sarri: «Adesso tocca a noi»

Il tecnico ha parlato anche del rapporto con l’ambiente nerazzurro e di ciò che ha trovato dal suo arrivo a Bergamo. Una realtà che, secondo Sarri, ha confermato pienamente le aspettative maturate osservandola dall’esterno.

«Sappiamo di dovere tanto al mondo Atalanta. Qui ho trovato esattamente quel che pensavo ci fosse guardando da fuori. Proprietà sempre presente, dirigenza seria, impianti incredibili, stadio e tifosi da applausi».

Da qui anche il rammarico per quanto mostrato finora: «Mi spiace non aver ripagato questa realtà come merita. Adesso tocca a noi. Da lunedì il tempo degli alibi è finito».

«Il mio compito è portare la squadra negli ultimi 25 metri»

Sarri individua con precisione anche il passaggio che deve cambiare nel gioco dell’Atalanta. La squadra deve arrivare con maggiore continuità vicino alla porta avversaria, poi toccherà ai giocatori trovare la soluzione.

«Il mio compito è portare la squadra agli ultimi 25 metri, il compito dei giocatori è decidere le partite in quegli ultimi 25 metri», ha spiegato l’allenatore.

In questo senso, una delle aspettative riguarda anche Jonathan Rowe: «Mi aspetto giochi da cavallo imbizzarrito là davanti». Il tecnico si aspetta dal giocatore un contributo anche nella fase difensiva, ma soprattutto iniziativa e imprevedibilità negli ultimi metri.

Da De Ketelaere a Gaetano, il punto sui singoli

Tra i giocatori al centro delle valutazioni c’è Charles De Ketelaere. Sarri lo aspetta al rientro e vuole discutere con lui della posizione da occupare: «Appena torna gli parlo e capiremo quale altra collocazione sarà possibile trovargli». L’allenatore, però, ribadisce di non voler rinunciare a Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic.

Anche Gianluca Gaetano è stato oggetto di riflessione. Sul regista, Sarri invita alla prudenza: «Aspetterei a dire che Gaetano non è da Atalanta». Tramite il paragone con Jorginho, ha ricordato che l’adattamento a un ruolo molto specifico può richiedere tempo.

Scalvini deve diventare un leader

Parole importanti anche per Giorgio Scalvini, sul quale Sarri ripone aspettative precise. Il difensore, secondo l’allenatore, deve compiere un ulteriore passo sul piano della personalità.

«Scalvini deve diventare un big», ha detto Sarri, indicando anche la necessità che diventi «un leader emotivo di questa squadra».

Il tecnico ha inoltre ringraziato Beati e l’Under 23, che durante la sosta gli hanno permesso di mantenere un gruppo sufficiente per allenarsi. Con appena sei giocatori di movimento rimasti a Zingonia, Sarri ha dovuto fare di necessità virtù, arrivando a provare persino Zappacosta nel ruolo di centrale.

Conference League e Coppa Italia sono obiettivi seri

Lo sguardo non è rivolto soltanto alla Serie A. Sarri considera Conference League e Coppa Italia due competizioni da affrontare senza risparmiarsi.

«Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri, non lasceremo nulla al caso», ha dichiarato. Gli impegni ravvicinati, inoltre, saranno parte del percorso di crescita della squadra.

Adesso, però, c’è il Venezia. Ed è proprio dalla sfida di lunedì che Sarri pretende il primo segnale: meno paure, meno alibi e una squadra finalmente capace di trasformare il lavoro sul campo nelle giocate decisive davanti alla porta.