Maurizio Sarri ha raccontato la sua versione sull’addio di Marten de Roon e Berat Djimsiti. Ospite della redazione de L’Eco di Bergamo, l’allenatore dell’Atalanta ha affrontato due delle partenze più pesanti dell’estate nerazzurra, chiarendo soprattutto il rapporto con l’ex capitano.
La frase che riassume il pensiero del tecnico è netta: «Ha scelto lui». Sarri sostiene infatti di non aver mai detto a De Roon di essere fuori dal progetto e di non aver avuto con il centrocampista un confronto diretto sul suo futuro.
Sarri: «De Roon con me non ha mai parlato»
Il tecnico non nega che, nelle prime settimane, De Roon sia rimasto fuori dalle rotazioni. La scelta, però, aveva una motivazione esclusivamente tecnica: Sarri voleva accelerare la crescita di Gianluca Gaetano e Lorenzo Bernasconi nei rispettivi ruoli. Nello stesso periodo era rimasto fuori anche Sead Kolašinac.
«Lui con me non ha mai parlato», ha spiegato Sarri, riferendosi al capitano. Secondo l’allenatore, De Roon avrebbe invece affrontato la questione direttamente con i dirigenti, arrivando alla conclusione di non essere più considerato parte del progetto.
Per Sarri, però, quella conclusione non sarebbe stata supportata da una sua comunicazione. Se De Roon avesse aspettato, sostiene il tecnico, avrebbe probabilmente trovato spazio come accaduto a Kolašinac, rimasto all’Atalanta e poi rientrato nelle rotazioni.
Djimsiti, un addio che Sarri non si aspettava
Diverso il discorso relativo a Berat Djimsiti. In questo caso Sarri racconta di essere rimasto sorpreso dalla partenza del difensore, sul quale aveva fatto affidamento per il nuovo sistema difensivo.
«Personalmente non me l’aspettavo, era uno su cui facevo affidamento», ha spiegato il tecnico. Djimsiti, per la sua esperienza e conoscenza dell’ambiente, era infatti considerato uno dei giocatori più adatti ad assimilare il nuovo modo di difendere richiesto dall’allenatore.
Sarri non attribuisce però responsabilità alla società. La scelta del club è stata quella di permettere a un giocatore rimasto a Bergamo per molti anni di firmare quello che poteva essere l’ultimo contratto importante della carriera. Solo successivamente, parlando con lo spogliatoio, l’allenatore ha scoperto che l’ipotesi dell’addio circolava già da un paio di stagioni.




