Maurizio Sarri sorprende con il 4-2-3-1 e conquista una vittoria per 3-1 contro il Venezia. Per l’allenatore toscano si tratta di una scelta tattica poco frequente negli ultimi anni: dal 2012, prima della sfida di domenica, aveva schierato una squadra con questo modulo dal primo minuto soltanto in tre occasioni.
I precedenti risalgono a Roma-Napoli del 14 ottobre 2017 e a due partite alla guida della Lazio nel 2025, contro Genoa e Torino. La partita contro i lagunari aggiunge così un nuovo capitolo nella storia tattica del tecnico, tradizionalmente legato al 4-3-3.
De Ketelaere cambia posizione
La modifica dell’assetto nerazzurro era nell’aria da alcune settimane. L’obiettivo era dare maggiore incisività alla manovra offensiva e valorizzare meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione.
La novità più significativa ha riguardato Charles De Ketelaere, schierato al centro della trequarti anziché largo nel tridente. Una posizione che potrebbe consentire al belga di trovare maggiore spazio per incidere negli ultimi metri, anche se contro il Venezia la sua prestazione non è stata particolarmente brillante.
Il successo per 3-1 ha accompagnato il debutto di questa soluzione tattica, che ora dovrà essere valutata anche alla luce delle prossime partite.
Un modulo già conosciuto da Sarri
Sebbene sia rimasto ai margini delle sue scelte più recenti, il 4-2-3-1 non è un sistema estraneo alla carriera di Sarri. L’allenatore lo aveva già utilizzato come modulo di riferimento durante le esperienze in Serie C con Alessandria e Sorrento, oltre ad avervi fatto ricorso con una certa frequenza sulle panchine di Pescara e Arezzo.
Le due partite disputate con la Lazio nel 2025, invece, erano state condizionate soprattutto dalle numerose assenze a centrocampo. In quel caso, il cambio di modulo era legato più alle necessità del momento che a una precisa volontà di modificare l’identità tattica della squadra.
Con l’Atalanta, Sarri ha scelto di riproporre questo sistema per cercare nuove soluzioni offensive. La vittoria sul Venezia offre un primo riscontro positivo, ma saranno le prossime uscite a chiarire se il 4-2-3-1 resterà un’alternativa occasionale oppure diventerà una componente stabile del repertorio nerazzurro.




