L’Atalanta cade anche ad Amsterdam. Contro l’Ajax arriva la quinta sconfitta nelle prime undici partite stagionali, la prima in Conference League, al termine di una gara in cui la squadra di Maurizio Sarri fatica a trovare ritmo e incisività. Il 2-0 finale premia meritatamente gli olandesi, più intraprendenti per gran parte dell’incontro e capaci di colpire negli ultimi minuti. Non basta la prestazione di Marco Carnesecchi, protagonista di diversi interventi che tengono a galla la Dea fino al finale.
La classifica europea non è ancora compromessa e il traguardo dei 13-14 punti resta alla portata, considerando anche i prossimi avversari. Ma il rendimento mostrato in Olanda riaccende le preoccupazioni: domenica, contro il Frosinone a Bergamo, servirà una risposta concreta.
Atalanta in difficoltà: l’Ajax domina il primo tempo
Lo 0-0 all’intervallo non racconta fino in fondo le difficoltà incontrate dai nerazzurri. L’Ajax riesce a trovare con continuità gli spazi per avvicinarsi alla porta di Carnesecchi, mentre l’Atalanta fatica a contenere i movimenti degli avversari e a tenere il passo sul piano dell’intensità.
Già al 6’ Gaetano devia sul palo una conclusione di Lucas Rosa. Cinque minuti più tardi Klaassen, lasciato libero di colpire di testa a pochi metri dalla porta, spreca una grande occasione. Al 15’ arriva anche la rete di Mokio, annullata per fuorigioco dopo un rinvio corto sbagliato da Carnesecchi.
La squadra di Amsterdam si muove con qualità, alternando gli inserimenti di Rosa, le rotazioni tra Gloukh e Brandt e le incursioni di Mokio e Klaassen. La Dea, invece, concede troppo spazio e non riesce a pareggiare l’intensità degli avversari. Le occasioni per ripartire non mancano, soprattutto sfruttando il lato sinistro lasciato scoperto da Rosa, ma manca la lucidità necessaria per trasformarle in pericoli concreti.
Emblematica la situazione di Ederson, lanciato in profondità da Gaetano dopo dieci minuti e rimontato facilmente da Baas. Nel finale della prima frazione, lo stesso regista nerazzurro calcia malamente sopra la traversa, confermando le difficoltà offensive della squadra.
I cambi non scuotono la Dea
La ripresa si apre senza sostituzioni e con un copione simile a quello del primo tempo. L’Ajax costruisce subito una doppia occasione con Brandt e Rosa, mentre l’Atalanta continua a faticare nel trovare la giocata giusta. Gli olandesi si sbilanciano maggiormente, concedendo spazi, ma i nerazzurri non riescono a sfruttare nemmeno alcune situazioni favorevoli in superiorità numerica.
Al 62’ Sarri inserisce Samardzic al posto di De Ketelaere, apparso ancora una volta poco incisivo. Dieci minuti dopo tocca a Krstovic, che rileva Scamacca, mentre all’80’ entrano Rowe e Pasalic per Elmas e Gaetano. Le modifiche, però, non cambiano l’inerzia della partita.
Arokodare e Ouazane colpiscono nel finale
A fare la differenza sono invece le mosse dell’Ajax. Al 66’ entra Arokodare al posto di Marcos Leonardo e il pubblico della Johan Cruijff Arena lo accoglie con grande entusiasmo. L’attaccante nigeriano ripaga la fiducia all’87’, quando raccoglie il lancio di Baas, parte in profondità e si presenta davanti a Carnesecchi, battendolo dopo una marcatura insufficiente di Obric.
La rete spezza la resistenza dell’Atalanta, che non riesce a reagire. Al 93’ arriva anche il raddoppio: il classe 2009 Ouazane supera Bellanova e Kristensen con una sola giocata e lascia partire un sinistro potentissimo sotto la traversa.
Per l’Ajax è il coronamento di una serata positiva, mentre per la Dea resta una sconfitta che evidenzia ancora una volta la necessità di ritrovare intensità, solidità e continuità. Il risultato europeo non chiude le ambizioni della squadra di Sarri, ma il livello mostrato ad Amsterdam non potrà bastare per affrontare con serenità i prossimi impegni.




