Romano Schmid non ha dubbi sulle qualità umane di Massimiliano Alvini, ma quando si parla dei suoi metodi di allenamento il discorso cambia. Il centrocampista del Frosinone, atteso domani a Bergamo per la sfida contro l’Atalanta, ha raccontato alcuni retroscena sul tecnico giallazzurro, soffermandosi soprattutto sull’intensità delle sedute di lavoro.
«Una grande persona, simpatico. Io sono un tipo onesto, voglio lavorare con chi è onesto e lui lo è», ha spiegato Schmid, prima di descrivere l’atteggiamento dell’allenatore anche nei minuti che precedono le partite: «Guardatelo nel riscaldamento, è già carichissimo, ci spinge per andare al limite».
Schmid e gli allenamenti di Alvini: «I più duri della mia vita»
Il centrocampista ha poi raccontato quanto sia stato impegnativo adattarsi ai ritmi imposti dall’allenatore del Frosinone: «C’è solamente un problema con lui, i suoi allenamenti sono i più duri della mia vita. Corriamo tantissimo, a lungo e duramente».
Un impatto particolarmente forte per Schmid, arrivato in squadra soltanto a metà agosto: «Nella mia prima settimana pensavo: “Ma che cos’è, il precampionato? Il precampionato con Alvini dev’essere un incubo”».
Da Calò a Raimondo: le parole di Schmid sui compagni
Schmid, che in questa stagione punta a raggiungere quota dieci assist, si è soffermato anche su alcuni protagonisti della rosa giallazzurra.
Tra quelli che lo hanno maggiormente impressionato c’è Giacomo Calò: «Ha sempre giocato in B ma sembra che abbia 100 partite in Serie A».
Parole di apprezzamento anche per Antonio Raimondo, soprattutto per la personalità mostrata in campo. «Raimondo è una specie di CR7 per la fiducia che ha nelle sue possibilità: per un attaccante è la cosa più importante. Fa gol dal nulla e il bello è che ascolta».




