In un’intervista concessa al canale YouTube El Goldito, Luis Muriel ha svelato i dettagli del suo trasferimento all’Atalanta. L’attaccante ha spiegato come il silenzio della Fiorentina, unito alla chiamata diretta del presidente Percassi, abbia determinato il suo approdo a Bergamo.
Il mancato riscatto della Fiorentina
Muriel ha ricordato i suoi sei mesi a Firenze come un’esperienza positiva, in cui si sentiva a casa e aveva trovato una buona continuità realizzativa. “Ero certo del riscatto”, ha affermato, ma il calo di rendimento della squadra, passata a lottare per la salvezza dopo aver puntato all’Europa, complicò la situazione.
Il punto di svolta fu il cambio di proprietà del club viola. Mentre il giocatore era impegnato in Copa America, dalla dirigenza non arrivò alcuna comunicazione. “Da parte loro non mi era arrivata nessuna comunicazione”, ha precisato Muriel, sottolineando come quel silenzio abbia aperto la strada ad altre trattative.
La scelta dell’Atalanta
In quel momento si fecero avanti sia il Milan che l’Atalanta. La proposta nerazzurra si rivelò subito la più concreta. “Mi ha subito contattato l’Atalanta ed è stato facile tornare, anche grazie a Percassi, che mi ha chiamato”, ha raccontato l’attaccante.
La possibilità di giocare la Champions League con una squadra come l’Atalanta rese la decisione semplice. Muriel ha anche menzionato un successivo incontro con il ds Pradè, il quale con una sola parola, “Cazzo”, gli fece intendere il rammarico per non averlo trattenuto a Firenze.




