Il ritiro torna al centro della gestione dell’Atalanta. La squadra di Maurizio Sarri resterà a Zingonia fino a domenica, in una scelta che riporta alla memoria diversi precedenti della storia nerazzurra. Negli ultimi trent’anni, infatti, il club ha fatto ricorso più volte a questa soluzione: talvolta per reagire a risultati negativi, altre per preparare appuntamenti decisivi e ritrovare compattezza.
Da Gian Piero Gasperini ad Antonio Conte, passando per Edy Reja, Stefano Colantuono e Giovanni Vavassori, sono tanti gli allenatori che hanno vissuto esperienze simili. I risultati, però, non sono stati sempre gli stessi: in alcuni casi il ritiro ha preceduto una reazione positiva, in altri non è bastato a invertire la rotta.
Gasperini, il ritiro prima della trasferta contro l’Apollon
Come ricorda L’Eco di Bergamo, anche durante la gestione di Gian Piero Gasperini si verificò un episodio simile. Nel novembre 2017, dopo una sconfitta contro l’Udinese, l’allenatore decise di modificare il programma della squadra in vista della trasferta europea contro l’Apollon Limassol.
I giocatori rimasero a Zingonia dalla domenica al mercoledì, prima di partire per Cipro. La partita del 2 novembre terminò in pareggio e nemmeno i due successivi impegni portarono risultati positivi: arrivarono l’1-1 contro la Spal e la sconfitta per 2-0 sul campo dell’Inter.
Reja e la crisi del 2016
Nel gennaio 2016, con Edy Reja in panchina, l’Atalanta attraversava un periodo complicato. La sconfitta di Udine contribuì alla decisione di anticipare il ritiro, concordata dall’allenatore con i giocatori più esperti della rosa.
La permanenza a Zingonia, tuttavia, non produsse una svolta immediata. I nerazzurri proseguirono infatti una lunga serie negativa, arrivando a collezionare 14 partite senza vittorie, fino alla fine di marzo.
Colantuono, la reazione dopo il 3-0 di Empoli
Un esito differente caratterizzò il ritiro deciso nel novembre 2010, durante la seconda gestione Percassi. L’Atalanta, impegnata in Serie B e allenata da Stefano Colantuono, arrivava dalla pesante sconfitta per 3-0 sul campo dell’Empoli.
La società decise di anticipare il ritiro al Centro Bortolotti, riunendo la squadra già dal giovedì. La risposta arrivò nella partita successiva, con la vittoria contro il Crotone e la ripresa del cammino in campionato.
Conte e il provvedimento di Alessandro Ruggeri
Nel 2009 anche Antonio Conte visse un’esperienza simile sulla panchina nerazzurra. L’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Lumezzane spinse il presidente Alessandro Ruggeri a disporre un ritiro anticipato, con l’obiettivo di richiamare la squadra alla massima concentrazione.
La misura non portò però gli effetti sperati. Nella successiva gara di campionato arrivò la sconfitta contro la Roma. Conte rimase alla guida dell’Atalanta per altre tre partite, nelle quali la squadra raccolse soltanto un punto.
Il ritiro a Gubbio nel 2003 e la retrocessione
Tra i precedenti più delicati c’è quello dell’aprile 2003. L’Atalanta di Giovanni Vavassori stava attraversando una fase complicata e rischiava la retrocessione. Dopo il pareggio contro la Reggina, il presidente Ivan Ruggeri decise di trasferire la squadra a Gubbio, in Umbria, anche in vista della successiva sfida contro il Perugia.
La scelta fu imposta dalla società nonostante le perplessità dell’allenatore, che non riteneva necessario il provvedimento. Ruggeri spiegò di essersi aspettato una richiesta in tal senso da parte del tecnico o dei giocatori. La partita contro il Perugia terminò con una sconfitta e, al termine della stagione, arrivò la retrocessione.
Clanezzo 1995, il ritiro che accompagnò la promozione
Non sempre, però, il ritiro è stato una risposta a un momento negativo. Nel giugno 1995, alla vigilia dell’ultima giornata del campionato di Serie B, l’Atalanta organizzò un ritiro segreto al castello di Clanezzo, in provincia di Bergamo.
L’obiettivo era creare le condizioni ideali per preparare la sfida decisiva contro la Salernitana. La partita terminò 2-1 per i nerazzurri e fu accompagnata dalla promozione in Serie A. Un precedente particolare, nel quale il ritiro ebbe soprattutto una funzione propiziatoria.
Mondonico e il ritiro a Canzo nel 1990
Un altro episodio risale all’aprile 1990, durante la gestione di Emiliano Mondonico. L’Atalanta arrivava da due pesanti sconfitte contro Bari e Inter e l’allenatore decise di portare la squadra in ritiro a Canzo, nel territorio comasco.
La pausa per gli impegni delle nazionali offrì l’occasione per lavorare lontano dalla consueta sede di allenamento. Alla ripresa del campionato i nerazzurri affrontarono il Napoli, in una partita rimasta nella memoria anche per il celebre episodio della monetina che coinvolse Alemao.
Una lunga serie di precedenti che racconta come il ritiro sia stato utilizzato dall’Atalanta in contesti molto diversi: dalla ricerca di una reazione dopo una sconfitta alla preparazione di una gara decisiva. La permanenza a Zingonia voluta da Sarri si inserisce in questa tradizione, con l’obiettivo di ritrovare compattezza e concentrazione in un momento delicato della stagione.




