Gianluca Scamacca ha vissuto una serata complicata a Pisa. Una sera che segna un netto passo indietro rispetto alle sue più recenti e brillanti uscite. L’attaccante è apparso meno incisivo del solito, faticando a trovare spazi e a rendersi pericoloso. La sua prestazione è stata condizionata fin dai primi minuti da una marcatura asfissiante da parte dei difensori avversari, Coppola e Canestrelli, che lo hanno seguito con grande aggressività, spesso al limite del consentito.
Il confronto con le notti europee
Il rendimento opaco dell’attaccante stride con le eccellenti prove fornite in contesti prestigiosi. Come la finale di Dublino, dove era stato uno dei migliori in campo per determinazione e capacità di mettere in difficoltà l’intera difesa del Bayer Leverkusen. In quell’occasione, si era visto il frutto del lavoro svolto con Gasperini, un percorso che ha trasformato Scamacca in un centravanti moderno, capace di svariare su tutto il fronte offensivo. Nell’ultima uscita, questa versione del giocatore non si è vista. Sebbene i compagni non lo abbiano supportato a dovere, emerge una riflessione su come spesso siano proprio i grandi attaccanti a elevare il livello del gioco collettivo. Per una squadra impegnata su tre fronti, il contributo di ogni singolo elemento è fondamentale. Il pieno recupero della forma migliore di Scamacca diventa una priorità.




