In un momento cruciale della stagione, alla vigilia di una sfida decisiva in Champions League contro l’Athletic Bilbao di mercoledì sera a Bergamo, Marten De Roon si è concesso a un’intervista a cuore aperto con il quotidiano spagnolo Diario AS. Il centrocampista olandese ha analizzato i momenti chiave della squadra nell’ultimo anno, soffermandosi sul fondamentale contributo di Gian Piero Gasperini, sulla difficile parentesi con Ivan Juric e sull’entusiasmo portato dal nuovo tecnico Raffaele Palladino.
L’eredità di Gasperini
Il legame con Gian Piero Gasperini resta un punto fermo per De Roon, che non nasconde la sua profonda gratitudine. “Gli sono molto grato e ogni tanto ci sentiamo ancora”, ha confidato il giocatore. L’influenza del tecnico di Grugliasco è andata oltre il campo, trasformando la mentalità di un intero gruppo. De Roon ricorda un insegnamento chiave ricevuto fin dal primo giorno: “La cosa più importante è che mi ha fatto capire che giocare in avanti è fondamentale per un centrocampista“. Un principio che ha permesso a molti giocatori di crescere, conquistare la Nazionale e misurarsi ai massimi livelli europei. Secondo il centrocampista, Gasperini ha dimostrato che era “possibile giocare contro chiunque, battere chiunque. Ci ha cambiato la vita“, lasciando un’impronta non solo a Bergamo ma in tutto il calcio italiano.
Il mea culpa per Juric
Con grande onestà intellettuale, De Roon ha analizzato il breve e sfortunato periodo di Ivan Juric sulla panchina nerazzurra. Senza cercare scuse, il capitano ha puntato il dito sulla responsabilità dei giocatori. “Chiunque fosse arrivato dopo Gasperini avrebbe avuto vita dura”, ha premesso, riconoscendo un possibile rilassamento e la mancanza di un forte legame tra il gruppo e il nuovo allenatore. Ma è nel momento dell’addio di Juric che emerge la figura del leader: “Quando se n’è andato, ho detto alla squadra di guardarsi allo specchio, perché non è stato lui a sbagliare. Siamo stati noi giocatori a scendere in campo e non abbiamo portato lo spirito giusto“.
L’arrivo di Palladino:
Infine, uno sguardo al presente e al nuovo corso guidato da Raffaele Palladino. Le parole di De Roon descrivono un allenatore capace di toccare le corde giuste. “Ci ha trasmesso entusiasmo e ci ha detto di scendere in campo con determinazione, ricordandoci che siamo una squadra forte”, ha spiegato il centrocampista.




