Nella notte europea contro l’Athletic Bilbao, l’Atalanta vive una serata dai due volti, passando da una prestazione dominante a un crollo inaspettato che costa la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League. Il tecnico Raffaele Palladino, al termine della gara, ha analizzato con lucidità e senza mezzi termini la sconfitta, sottolineando la fragilità mentale della sua squadra nei momenti di difficoltà.
L’analisi di Palladino
L’allenatore nerazzurro non usa giri di parole per descrivere la partita. “Credo che abbiamo disputato un primo tempo perfetto”, ha dichiarato, evidenziando come la squadra avesse messo in campo tutto ciò che era stato preparato. L’Atalanta ha sbloccato il risultato e ha persino sfiorato il raddoppio. Tuttavia, il gol del pareggio basco ha agito da interruttore, spegnendo la luce. “Quel gol ci ha dato una mazzata tremenda“, ha confessato Palladino, parlando di un “blackout totale di quindici minuti” in cui la squadra si è disunita. L’amarezza è palpabile nelle sue parole, soprattutto di fronte all’efficienza degli avversari: “Tre tiri, tre gol. C’è grande amarezza”.
La tenuta mentale
Il problema, secondo Palladino, non è tecnico o tattico, ma mentale. L’allenatore ha ammesso di passare notti insonni per comprendere l’origine di questi “momenti di vuoto” che colpiscono la squadra. Concordando con un’analisi esterna di Fabio Capello, ha riconosciuto che questi cali di tensione si verificano anche in campionato, ma in Champions League vengono puniti severamente. La squadra fatica a “stare nella difficoltà” e, di fronte agli imprevisti, reagisce in modo passivo, un atteggiamento che il tecnico definisce lontano dall’identità del gruppo. L’obiettivo primario, ha chiarito, non era il sogno delle prime otto, ma la qualificazione, e questo scivolone non deve condizionare il cammino futuro.
Errori individuali e responsabilità
Analizzando la dinamica del pareggio, Palladino ha escluso categoricamente la presunzione, lodando l’umiltà dei suoi giocatori. Ha però evidenziato errori di posizionamento specifici, definendo “assurdo” subire un gol in una situazione di superiorità numerica. “In Champions League questi dettagli fanno tutta la differenza del mondo e li paghi a caro prezzo“, ha spiegato, assumendosi la sua parte di responsabilità. “Bisogna analizzare questi errori, metterci qualcosa in più io in primis, e farlo capire alla squadra”.
Guardare avanti
Nonostante la delusione, c’è spazio per una visione più ampia. Sollecitato da Alessandro Del Piero a considerare il contesto di una stagione di rinnovamento, Palladino ha ringraziato per la positività. Pur riconoscendo i tanti aspetti positivi e il fatto di essere in corsa su tre competizioni, ha ribadito il suo ruolo: “Il mio compito è migliorare gli aspetti negativi“.




