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La Coppa Italia come chiave per l’Europa: la strategia dell’Atalanta

L’Atalanta punta alla qualificazione europea attraverso due strade: la vittoria della Coppa Italia come via diretta o il piazzamento in campionato

La stagione pone l’Atalanta di fronte a un bivio strategico fondamentale per il futuro europeo. Sotto la guida di Raffaele Palladino, la squadra nerazzurra si trova a gestire un doppio fronte: da un lato un campionato combattuto, dall’altro una Coppa Italia che assume i contorni di un’opportunità irrinunciabile. La qualificazione a una competizione continentale è l’obiettivo dichiarato e il percorso per raggiungerlo richiede calcoli precisi e scelte coraggiose.

La via della Coppa Italia

La strada più diretta per assicurarsi un posto nella prossima Europa League passa anche dalla Coppa Italia. Vincere il trofeo garantirebbe all’Atalanta la qualificazione, indipendentemente dalla posizione finale in Serie A. Questo percorso trasformerebbe la competizione da semplice trofeo a obiettivo primario, una scorciatoia per evitare le insidie di una lotta per i primi sei posti in campionato sempre più agguerrita. Il tabellone, inoltre, offre uno scenario interessante: superato l’ostacolo Juventus nei quarti, la Dea si troverebbe di fronte la vincente di Bologna-Lazio, con la possibilità di evitare Inter e Napoli fino all’eventuale finale.

Il paracadute del campionato e i suoi rischi

Parallelamente, l’Atalanta deve considerare il piazzamento in campionato come un’alternativa valida, sebbene più complessa. La settima posizione, attualmente occupata dai nerazzurri, potrebbe valere un pass per la Conference League, ma solo a una condizione: che la squadra vincitrice della Coppa Italia sia già qualificata per le coppe europee attraverso il campionato. Questo scenario crea un paradosso. Se l’Atalanta non dovesse arrivare fino in fondo nella coppa, si troverebbe a dover ‘tifare’ per le grandi squadre come Juventus, Inter o Napoli. Il pericolo maggiore, infatti, sarebbe la vittoria del trofeo da parte di una squadra outsider, come Bologna o Lazio, che, non rientrando tra le prime sei della classe, renderebbe nullo il valore del settimo posto.