L’Atalanta supera l’esame Cremonese, ma Raffaele Palladino non si accontenta. La vittoria per 2-1, arrivata dopo la qualificazione in Coppa Italia contro la Juventus, vale tre punti in quella che il tecnico definisce una ‘maratona’. Un successo ottenuto con maturità, ma che lascia indicazioni precise. La squadra ha saputo soffrire su un campo pesante, mostrando due facce tra primo e secondo tempo. Resta però l’ombra di un’occasione sprecata per chiudere la gara con un margine più ampio.
L’arte di non accontentarsi: più cinismo per la maratona
Palladino ha le idee chiare. ‘Se c’è una cosa che ho detto ai ragazzi stasera è proprio questa: dobbiamo essere più cinici’. Il tecnico non usa mezzi termini per descrivere l’unico neo della serata. Lasciare le partite aperte sul 2-0 è un rischio. ‘Basta un episodio al novantesimo per complicare tutto, come è successo oggi’, ha spiegato l’allenatore. La richiesta è netta: serve più lucidità negli ultimi metri per ‘ammazzare’ la gara. Un passo necessario per una squadra che vuole continuare la sua scalata. ‘Siamo partiti indietro, ma abbiamo rosicchiato punti pesanti. Ora siamo arrivati lì, a ridosso delle grandi’. Il percorso è ancora lungo, con impegni su tre fronti tra campionato, Coppa Italia e Champions League. La ricetta non cambia. ‘Testa bassa, lavorare e sudare la maglia come stasera’.
Preoccupazione per De Ketelaere, parole d’oro per Scalvini
L’unica nota stonata della serata riguarda Charles De Ketelaere. Un fastidio al ginocchio avvertito durante il riscaldamento lo ha costretto al forfait. ‘Non dovrebbe essere niente di grave, ma domani faremo la risonanza con lo staff medico e valuteremo meglio’, ha commentato Palladino. Ben diverso il tono usato per Giorgio Scalvini. Per lui, il tecnico ha parole che svelano un’ammirazione profonda. ‘Prima ancora di arrivare qui, ero calcisticamente innamorato di lui guardandolo in TV. Allenandolo, me ne sono innamorato ancora di più’. Palladino descrive un giocatore dal ‘presente solido e dal futuro incredibile’, con margini di crescita che, a suo dire, sono ancora enormi.
La vittoria del collettivo
Contro la Cremonese è arrivata la vittoria della maturità e del gruppo. Palladino ha confessato di temere un calo di tensione dopo l’impresa con la Juventus, ma la squadra ha risposto presente. Un segnale che arriva da tutto il collettivo. ‘La cosa che mi rende più felice è che chiunque venga chiamato in causa risponde presente’, ha affermato il tecnico. I complimenti vanno a Pasalic, a Kolasinac al rientro dall’infortunio e a Samardzic, titolare all’ultimo minuto. Ma anche a chi lavora nell’ombra come Djimsiti, Ederson e Zappacosta. Persino l’errore di Kossounou sul gol subito diventa un’occasione per ribadire un concetto. ‘Gli errori si fanno, altrimenti le partite finirebbero tutte 0-0. L’errore tecnico fa parte del gioco, lo spirito non deve mai mancare’.




