Un amore che non conosce distanza. L’attore Giorgio Marchesi vive a Roma, ma il suo cuore batte ancora per Bergamo e per l’Atalanta. Un legame viscerale, che lo spinge a fare i salti mortali pur di non mancare agli appuntamenti casalinghi della squadra, con un abbonamento fisso in Curva Nord. La passione per la Dea è un filo che lo tiene stretto alla sua città d’origine, un sentimento che ha saputo trasmettere anche ai figli, che nella capitale tifano per i colori nerazzurri.
Lo specchio di un popolo
Per Marchesi, l’Atalanta non è soltanto una squadra di calcio. È l’incarnazione dello spirito bergamasco. “L’Atalanta rappresenta molto del carattere dei bergamaschi, una squadra che suda sempre la maglia”, ha raccontato l’attore. Questa dedizione al sacrificio e al lavoro è, secondo lui, un messaggio potente da trasmettere alle nuove generazioni. La fede atalantina diventa così motivo d’orgoglio e un simbolo di appartenenza che va oltre il risultato sportivo, riflettendo l’identità di un intero territorio.
Un legame che vive tra palcoscenico e stadio
Nato e cresciuto a Bergamo, prima in via Elba e poi in via Carnovali, Marchesi mantiene un rapporto solido con la sua città. In un’intervista all’Eco di Bergamo racconta come ogni ritorno a casa sia scandito da riti precisi, come una passeggiata in Città Alta e sulle Mura. La carriera lo ha portato lontano, prima a Londra e poi a Padova, dove ha scoperto quasi per caso il teatro, ma le radici restano salde. La stessa emozione provata per un gol della Dea l’ha vissuta di recente sul palco del Donizetti, dove l’applauso del suo pubblico si è trasformato in un abbraccio indimenticabile.



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