L’Atalanta sfida il Bayern Monaco. Non solo sul campo per gli ottavi di Champions League, ma nei libri contabili, dove si consuma una partita differente. I dati degli ultimi nove esercizi finanziari raccontano una storia di efficienza gestionale quasi senza precedenti. Un vero capolavoro. Mentre il club bavarese ha generato 251,5 milioni di euro di profitti partendo da un fatturato di 6,84 miliardi, la società bergamasca ha raggiunto un utile di 230,7 milioni con ricavi fermi a 1,86 miliardi.
Un divario colmato dalla gestione
Il confronto dei ricavi dell’esercizio 2024/25 appare senza storia. Il Bayern Monaco registra entrate per 978,3 milioni di euro, l’Atalanta si ferma a 320,8 milioni. La distanza maggiore si registra nelle voci marketing e stadio, dove i tedeschi incassano rispettivamente 439,3 e 147 milioni, contro i 37,7 e 15,1 milioni dei nerazzurri. Anche sul fronte dei diritti televisivi, il club di Kompany prevale con 252,1 milioni contro i 138,6 della Dea. Un divario che sembra incolmabile. Eppure, la strategia societaria ribalta il risultato finale.
L’efficienza come arma segreta
Il modello Atalanta, costruito dalla famiglia Percassi e potenziato dall’ingresso di Stephen Pagliuca, si fonda su due pilastri: valorizzazione dei talenti e controllo dei costi. La gestione del parco giocatori ha prodotto incassi per 121,6 milioni, superando persino i 117,7 milioni del Bayern. La vera differenza la fanno però i costi operativi, limitati a 185 milioni a Bergamo contro i 790,5 di Monaco. Stesso discorso per il monte ingaggi, con i 127,4 milioni per la rosa di Palladino che appaiono contenuti rispetto ai 443,5 milioni destinati alle stelle bavaresi. Il risultato è un utile netto di 37,9 milioni per l’Atalanta nell’ultimo bilancio, superiore ai 27,1 milioni del gigante tedesco.
Due anomalie virtuose nel calcio
Entrambe le società rappresentano un esempio di sostenibilità. Il Bayern Monaco chiude i bilanci in attivo da 33 anni consecutivi, con un patrimonio netto di 585,5 milioni e zero prestiti bancari. L’Atalanta risponde con un decennio di utili ininterrotti, un patrimonio netto di 248,2 milioni e una posizione finanziaria solida. La parola ora passa al campo della New Balance Arena. Ma nel campionato dell’eccellenza gestionale, la regina veste già i colori nerazzurri.




