La scelta di Raffaele Palladino ha tradito l’Atalanta. L’analisi di Luca Marchegiani dopo la sconfitta per 1-6 contro il Bayern Monaco non lascia spazio a interpretazioni e individua nella tattica a uomo la causa del tracollo nerazzurro. Dalla cabina di commento, l’opinionista di Sky Sport ha descritto come le contromosse di Vincent Kompany abbiano trasformato il piano gara dell’Atalanta in un boomerang, evidenziando la lezione di calcio impartita dai bavaresi.
Il piano tattico che ha disinnescato la Dea
L’aggressività si è ritorta contro. Palladino ha impostato la squadra su una marcatura a uomo a tutto campo, ma il Bayern ha letto la situazione. Marchegiani ha spiegato come Kompany abbia neutralizzato la strategia avversaria con un movimento continuo dei suoi giocatori. I difensori nerazzurri sono stati costretti a inseguire avversari senza punti di riferimento, consumando energie e perdendo le posizioni. Questo ha generato un doppio problema: un dispendio fisico enorme e l’incapacità di ripartire. Nei rari momenti di riconquista del pallone, la squadra si trovava disordinata e senza appoggi per costruire un’azione offensiva.
La lezione dei mediani del Bayern
Il Bayern Monaco ha mostrato una organizzazione collettiva di alto livello. Marchegiani ha individuato nei due mediani bavaresi il motore della squadra. Il loro lavoro ha permesso al collettivo di rimanere sempre corto e compatto, annullando le distanze tra i reparti. Non si sono limitati a un ruolo di filtro. Hanno accompagnato l’azione offensiva, aggredito alto per recuperare subito il possesso e coperto gli spazi lasciati liberi dalle avanzate dei terzini, come Stanisic e Laimer, spesso in posizione centrale. Un meccanismo che ha mandato in tilt il sistema difensivo dell’Atalanta e ha certificato la superiorità tattica degli ospiti.




