Per Stefano Colantuono, la sconfitta dell’Atalanta contro il Bayern Monaco ha una spiegazione chiara. La superiorità dei tedeschi. L’ex tecnico nerazzurro analizza la partita senza cercare colpevoli, assolvendo Raffaele Palladino e celebrando la reazione del pubblico di Bergamo, definito ‘diverso dalle altre’.
Nessuna colpa a Palladino
Le critiche al tecnico non convincono Colantuono. L’idea di presunzione tattica viene messa da parte di fronte alla forza dimostrata in campo dal Bayern. ‘Palladino non ha colpe’, ha affermato l’allenatore, mettendo in dubbio che un modulo diverso avrebbe potuto cambiare l’esito della gara. I bavaresi sono stati descritti come ‘a lungo ingiocabili’, una squadra in condizione fisica e tecnica straripante. Colantuono ha poi aggiunto un’ipotesi provocatoria, suggerendo che una difesa più bassa avrebbe forse limitato il passivo, ma non evitato le critiche. ‘Magari con una difesa bassa avrebbe perso 0-3’, ha spiegato, immaginando le successive accuse per la ‘solita partita attendista italiana’.
L’applauso speciale di Bergamo
C’è un altro aspetto che Colantuono vuole evidenziare. La reazione del pubblico nerazzurro. ‘Trovo giusto sottolineare l’atteggiamento dei tifosi, che conosco bene e che hanno applaudito nonostante la pesante sconfitta’, ha detto. Un segnale di maturità. Per l’allenatore si tratta di una ‘tifoseria diversa dalle altre’, capace di andare oltre il singolo risultato e riconoscere il valore dell’avversario. Un applauso che premia il percorso della squadra. Prima della partita, Colantuono stesso aveva previsto un maggiore equilibrio, basandosi sul rendimento casalingo dell’Atalanta in Europa. Il campo ha dato un altro verdetto. ‘La squadra più forte ha vinto’, è la sua sintesi finale.




