L’Atalanta si misura con la storia. La trasferta di Monaco contro il Bayern non è solo il ritorno degli ottavi di Champions League, ma un confronto diretto con le sfide che hanno segnato l’ultimo decennio europeo del club.
Un decennio contro i giganti d’Europa
Il cammino della Dea è costellato di battesimi di fuoco. Il primo impatto con l’Europa avvenne nel 2019 contro il Manchester City di Pep Guardiola, una squadra che schierava De Bruyne, Sterling, Aguero e Silva. Dopo una pesante sconfitta all’Etihad arrivò un pareggio a Bergamo che segnò una svolta nella consapevolezza della squadra. L’anno seguente toccò al Liverpool di Klopp, capace di imporre un 5-0 casalingo con Salah, Mané e uno scatenato Diogo Jota. Anche in quel caso, la reazione fu un’impresa. L’Atalanta andò a vincere ad Anfield, scrivendo una pagina indelebile del suo percorso. Il confronto con la Premier League è proseguito con il Manchester United di Cristiano Ronaldo e l’Arsenal di Arteta.
Tra la beffa Psg e il mito Real Madrid
L’Europa ha regalato anche cocenti delusioni. A Lisbona, il sogno si infranse nei minuti di recupero contro il Paris Saint-Germain di Neymar e Mbappé. Un altro ostacolo invalicabile si rivelò il Real Madrid. I nerazzurri hanno affrontato sia la versione a fine ciclo con Ramos, Modric e Benzema, sia quella più recente arricchita da Jude Bellingham. In entrambi i casi, la legge del club più titolato al mondo si è fatta sentire, pur senza la sensazione di dominio totale mostrata da altri avversari. Il percorso ha visto anche incroci con il Barcellona di Lewandowski e Yamal e con il Lipsia di Nkunku, a testimonianza di un livello di competizione sempre altissimo.
Il Bayern di Kompany
La squadra bavarese vista all’andata sembra appartenere a una categoria superiore. Il Bayern Monaco ha controllato la partita con una superiorità tecnica e tattica disarmante, orchestrata da giocatori come Musiala, Kimmich e Brahim Diaz. Ha persino potuto concedere un turno di riposo a un finalizzatore come Harry Kane. A Monaco servirà una prestazione d’orgoglio per confermare di meritare un posto tra le grandi d’Europa.




