Un legame che dura da sessant’anni. Il Club Amici dell’Atalanta non è solo un’associazione di tifosi, ma un pezzo della storia di Bergamo, nato da un’intuizione su un giornale nel marzo del 1966. Oggi unisce migliaia di persone. Una passione che continua a spingere la squadra di Raffaele Palladino dagli spalti della New Balance Arena.
Un patto oltre il risultato
L’idea fu di Elio Corbani. Un giovane collaboratore sportivo propose di creare un sodalizio per sostenere i colori nerazzurri a prescindere dalle vittorie o dalle sconfitte. Un concetto rivoluzionario. La risposta della città fu immediata, con duemila soci tesserati in poche settimane e la nascita di decine di club locali sotto un unico Statuto notarile. Un mito era appena nato.
Carovane nerazzurre e impegno civile
Per decenni, il Club ha organizzato il tifo in trasferta. Carovane di pullman e treni speciali hanno seguito la squadra ovunque, scrivendo pagine memorabili come l’invasione di Genova il 29 giugno 1977. Furono centoquarantatré gli autobus. Quella mobilitazione per lo spareggio contro il Cagliari culminò con la promozione in Serie A, un trionfo per la squadra guidata da Titta Rota. L’impegno non si è mai fermato al fischio finale. La ‘Camminata Nerazzurra’, che a giugno raggiungerà la diciottesima edizione, è l’emblema di una forte vocazione alla solidarietà, capace di radunare ogni anno oltre dodicimila persone.
Tolleranza zero, un modello di tifo
Il vero pilastro è la disciplina etica. Il Centro di Coordinamento ha sempre imposto una regola ferrea: la condanna assoluta di ogni forma di violenza legata al calcio. Nessuna deroga è ammessa. Chiunque adotti comportamenti scorretti viene espulso, un principio che ha reso il Club un esempio di civiltà nel panorama sportivo. Un patrimonio di valori trasmesso di padre in figlio, dimostrando che il calcio può essere ancora una poesia popolare.




