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Lecce, la chiave è dopo il 60′: l’Atalanta studia il piano per il Via del Mare

L’Atalanta si prepara alla trasferta di Lecce, contro un avversario ostico ma con una debolezza nota: il calo nel finale. La minaccia è Gandelman, la chiave è colpire dopo il 60′.

L’Atalanta va a Lecce con un’idea chiara. Affronterà una squadra capace di resistere alle grandi del campionato, ma che mostra una crepa precisa superata l’ora di gioco. La partita del Via del Mare si deciderà lì. Nel pomeriggio del Lunedì dell’Angelo, la squadra di Palladino dovrà unire pazienza e cinismo per espugnare un campo difficile.

Gandelman, l’incursore che spaventa la Dea

Il pericolo numero uno per la difesa nerazzurra ha un nome: Omri Gandelman. L’israeliano non è un costruttore di gioco, ma un finalizzatore. Il suo compito è attaccare l’area, sfruttando il lavoro del centravanti per inserirsi alle sue spalle, quasi da seconda punta. Un movimento costante. La sua abilità nel colpo di testa, grazie a 188 centimetri e a un tempismo definito ‘pasaliciano’, lo rende una minaccia continua sui palloni alti. E proprio Mario Pasalic, dall’altra parte del campo, conosce bene il valore di questi inserimenti. Il pressing di Gandelman sui primi portatori di palla avversari è un altro elemento tattico che permette al Lecce di mantenere il baricentro alto e disturbare la manovra dell’Atalanta.

La crepa del Lecce: colpire dopo l’ora di gioco

Il Lecce ha perso le ultime quattro partite contro Inter, Como, Napoli e Roma. Ma ha sempre offerto una resistenza tenace. La vera debolezza dei salentini emerge nel finale di gara, quando la difesa tende a concedere spazi e occasioni. È questo il momento che l’Atalanta dovrà sfruttare. La strategia di Palladino potrebbe basarsi proprio su una gestione delle energie per sferrare l’attacco decisivo nell’ultima mezz’ora, quando la lucidità degli avversari cala. Con giocatori come Scamacca, Raspadori e De Ketelaere pronti a incidere, la panchina nerazzurra può diventare l’arma per scardinare il muro giallorosso. La sfida è servita.