Il gol a Lecce chiude un cerchio. Per Giorgio Scalvini la rete segnata contro i salentini rappresenta la fine di un percorso iniziato sei mesi prima, proprio contro lo stesso avversario. Allora fu un’illusione. Oggi è la certezza del suo pieno recupero fisico e mentale, con il difensore tornato a essere un punto di riferimento per l’Atalanta di Raffaele Palladino.
Dalla sfortuna alla leadership
La stagione 2024/25 è stata cancellata dagli infortuni. Un lampo contro la Roma, il 3 gennaio, ha segnato l’inversione di tendenza per il centrale, dopo mesi complicati sotto la precedente gestione tecnica. Da lì è iniziata la risalita. Scalvini ha ripreso il controllo della difesa con sicurezza, spingendosi anche in avanti come dimostrato contro la retroguardia pugliese. Un leader ritrovato. Il suo percorso si lega anche alle vicende della Nazionale, con la rottura del legamento che due estati fa gli costò l’Europeo e la recente delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali.
Pilastro per Palladino e uomo mercato
Palladino ha costruito la difesa su di lui. Il sistema di gioco del tecnico esalta le sue caratteristiche, trasformandolo in un’arma per la squadra nerazzurra. Le sue prestazioni hanno riacceso l’interesse dei club europei, pronti a presentare offerte per il suo cartellino. La società bergamasca, guidata dal presidente Antonio Percassi, considera Scalvini un pilastro inamovibile della rosa. Le sirene del mercato suonano, ma Bergamo non ha intenzione di ascoltare.




