Il modello Atalanta è sotto attacco. Una legge dello Stato, pensata per liberare i giovani calciatori, sta di fatto aprendo le porte ai club stranieri che saccheggiano il vivaio di Zingonia. Il problema è certificato. Lo mette nero su bianco un dossier della Figc, firmato dal presidente Gabriele Gravina, che descrive effetti “devastanti” per il sistema calcio italiano.
Il paradosso del talento libero
Per decenni il vincolo sportivo ha protetto gli investimenti delle società. Legava un giovane dilettante al suo club fino ai 25 anni, garantendo un ritorno economico in caso di cessione. Ora non più. Il decreto legislativo 36/2021 ha cancellato questa protezione, rendendo i giovani liberi di firmare altrove ogni anno. Il risultato è una beffa per club come l’Atalanta, la cui presidenza targata Percassi ha costruito un modello sulla valorizzazione dei talenti fatti in casa. Anni di lavoro e programmazione rischiano di svanire per indennizzi irrisori.
Zingonia terra di conquista
L’Atalanta è l’esempio più doloroso di questo effetto boomerang. Il club ha denunciato più volte i trasferimenti dei suoi migliori giovani verso l’estero a fronte di compensi minimi, che non riflettono il valore del giocatore. L’ultimo caso è quello di Samuele Inacio, passato al Borussia Dortmund. Ma la lista è lunga. Le ricche accademie tedesche, e non solo, attingono a piene mani dal lavoro altrui, vanificando la programmazione pluriennale di chi ha fatto del settore giovanile il proprio marchio di fabbrica. La fabbrica dei campioni rischia di chiudere i battenti.




