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Atalanta controcorrente: il modello che sfida la crisi dei giovani nel calcio italiano

Nel deserto dei talenti italiani, l’Atalanta va controcorrente. Il suo modello basato sui giovani, da Scalvini a Comi, è una lezione per la Serie A.

Il calcio italiano non lancia i suoi giovani. I dati provenienti dalla Serie C sono un allarme che non può più essere ignorato, dipingendo il quadro di un sistema che preferisce scorciatoie a investimenti coraggiosi. Bergamo fa eccezione. Il modello Atalanta, costruito negli anni sotto la presidenza di Antonio Percassi, continua a rappresentare una filosofia controcorrente.

Un sistema che non funziona

La Serie C dovrebbe essere la palestra dei futuri campioni. I numeri raccontano un’altra storia. Nel girone C, solo nove giocatori sotto i 19 anni hanno visto il campo, e due di questi sono di proprietà dell’Atalanta. La situazione non migliora negli altri raggruppamenti. Nel girone A si contano appena sei presenze, mentre nel girone B sono otto, con una forte incidenza di stranieri o giocatori in prestito da club di categorie superiori. Il dato più preoccupante è il minutaggio. La maggior parte di questi ragazzi colleziona solo scampoli di partita, un impiego che serve più a rispettare le regole sui contributi federali che a valorizzare un patrimonio tecnico. Si crea così un paradosso: i ventenni vengono considerati “merce” per fare cassa anziché atleti pronti per il professionismo, a differenza di quanto accade nel resto d’Europa.

Il modello Atalanta

In questo scenario, l’Atalanta si conferma un’isola felice. La filosofia del club non si limita a lanciare giovani dal proprio vivaio, ma a renderli protagonisti. La rosa a disposizione del tecnico Raffaele Palladino ne è la prova concreta. Giocatori come Giorgio Scalvini, ormai un punto di riferimento della difesa, rappresentano il successo di un percorso iniziato anni fa. Accanto a lui crescono altri profili come Pietro Comi, Lorenzo Bernasconi e Albert Navarro, pronti a seguire le sue orme. Il modello non si ferma alla difesa, ma si estende a tutti i reparti, con l’inserimento graduale di talenti come Federico Cassa a centrocampo e Henry Camara in attacco.