L’Atalanta produce gioco, ma non capitalizza. La squadra di Raffaele Palladino si avvicina alla trasferta di Roma con un problema evidente: la mancanza di cinismo in attacco. Come riporta TuttoMercatoWeb, i nerazzurri sono terzi in Serie A per numero di conclusioni tentate, ben 481, ma questo volume di fuoco non si traduce in gol. Un’inefficacia che frena la squadra e che dovrà essere risolta per non perdere terreno nella corsa per un posto in Europa.
Un paradosso nei numeri
I dati descrivono un attacco a due facce. Dietro solo a Juventus e Inter per tiri effettuati, l’Atalanta occupa appena la settima posizione per reti segnate. Il dato che fotografa il problema è la percentuale realizzativa: solo il 9% delle conclusioni finisce in rete. Questa statistica relega la Dea al quindicesimo posto nella classifica di efficacia del campionato, un rendimento troppo basso per le ambizioni del club. Giocatori come Scamacca, De Ketelaere, Raspadori e Krstovic sono chiamati a invertire la rotta per trasformare la mole di gioco creata in risultati concreti.
Il peggior dato dal ritorno in Serie A
L’attuale 9% non è solo un numero negativo, ma rappresenta la peggior percentuale realizzativa del club dal suo ritorno nella massima serie nel 2011. Un crollo verticale se confrontato con le stagioni d’oro. Tra il 2016 e il 2019, l’efficacia offensiva era il marchio di fabbrica della squadra, con percentuali che oscillavano tra il 28% e il picco del 35% raggiunto nella stagione 2018/2019, chiusa con 77 gol. Dal 2020/2021 è iniziato un calo progressivo che ha portato alla situazione attuale. La sfida dell’Olimpico contro la Roma diventa un banco di prova per ritrovare la via del gol.




