Dal pareggio senza reti contro il Genoa l’Atalanta non porta a casa solo un punto, ma anche indicazioni incoraggianti. La linea difensiva, in particolare, ha mostrato segnali di consolidamento grazie a due protagonisti: Giorgio Scalvini e Honest Ahanor. Un mix di esperienza e gioventù che rappresenta le fondamenta su cui costruire il futuro della retroguardia nerazzurra.
Scalvini, leader ritrovato
Dopo un periodo complicato dagli infortuni, la continuità ritrovata da Scalvini è una delle notizie più positive. Il difensore è diventato un punto fermo, saltando una sola gara di campionato nel corso del 2026 e dimostrando una crescita costante. Ma il suo contributo non si limita alla fase difensiva. La sua propensione a partecipare alla manovra offensiva offre soluzioni preziose, come confermano i 3 gol segnati in 27 presenze stagionali. Un giocatore completo, capace di incidere su entrambi i lati del campo.
Ahanor, l’energia del 2008
Accanto a lui sta crescendo un altro talento. Honest Ahanor, classe 2008, ha impressionato contro il Genoa per energia, personalità e doti atletiche non comuni per un giocatore della sua età. Un profilo ancora da sgrezzare, certo, con margini di miglioramento sul piano tattico evidenziati da qualche sbavatura posizionale. Tuttavia, la sua intensità nei recuperi e la spinta che garantisce in fase offensiva lo rendono già una risorsa preziosa, come dimostrano le 32 presenze stagionali tra campionato e coppe. Il suo inserimento graduale nei meccanismi della squadra disegna un percorso chiaro per il rinnovamento del reparto, unendo il presente consolidato di Scalvini al potenziale futuro di Ahanor.




