Maurizio Sarri presenta la sfida tra Atalanta e Pafos, in programma domani alla New Balance Arena e valida per la prima giornata di Conference League. Il tecnico nerazzurro si aspetta una gara complicata e invita la squadra a non sottovalutare l’avversario, reduce da una buona esperienza in Champions League. Intanto, arrivano aggiornamenti sulle condizioni di Giorgio Scalvini, che potrebbe saltare anche la prossima partita contro il Milan.
Sarri avverte l’Atalanta: «Il Pafos è più forte del nome che porta»
L’allenatore ha sottolineato la qualità tecnica della formazione cipriota, che può contare su diversi giocatori portoghesi e brasiliani.
«Mi aspetto la classica partita europea, difficile. In Italia il livello medio-piccolo si è elevato in maniera esponenziale, ma è successo anche in Europa. Lo vediamo anche nei risultati di ieri, il Pafos è una buona squadra e viene da una buona Champions League. Ha valori tecnici, bisogna essere umili ed accettare le possibili difficoltà che ci saranno».
Sarri ha poi ribadito l’importanza di affrontare la gara con la giusta mentalità, senza pensare alla differenza reti: «Non bisogna venire meno all’umiltà, non pensiamo alla differenza reti per non dare la partita già per vinta. Pensiamo a fare punti. Uno il livello della squadra non lo deve valutare solo al nome che porta, sarebbe superficialità. Per noi non deve rappresentare una sorpresa il livello dell’avversario, potrebbero metterci in difficoltà e ne siamo consapevoli».
Scalvini, stop di qualche giorno: possibile assenza contro il Milan
Tra i temi affrontati in conferenza stampa c’è anche la situazione di Giorgio Scalvini. Il difensore non avrebbe riportato un infortunio particolarmente grave, ma dovrà osservare alcuni giorni di riposo e la sua presenza contro il Milan è in dubbio.
«Scalvini non ha un infortunio molto grave, ma per qualche giorno dovrà stare a riposo. Probabilmente salterà anche il Milan. Andremo a sopperire con quelli che abbiamo, ma in questo momento è importante che tutti siano coinvolti, quindi bene che mettano piede in campo più giocatori possibili».
Una gestione delle risorse resa ancora più importante da un calendario fitto, che lascia poco tempo per preparare le singole partite.
«Abbiamo fatto solo un po’ di scarico ieri mattina, la preparazione deve ancora cominciare. Il calcio moderno è questo, se fai tre partite in sei giorni il tempo per preparare le gare non esiste. Non è un calcio che mi fa impazzire, la penso un po’ come le nostre curve, ma ci dobbiamo adeguare. Il calendario è questo, chi giocherà non lo so ancora, direi che sarà in base a quello che vedrò. Per noi è importante tenere in ballo più giocatori possibili».
De Ketelaere più centrale: «Mi sembra normale metterlo alla prova»
Sarri ha parlato anche della possibilità di schierare Charles De Ketelaere in una posizione più accentrata. Il belga ha ricoperto quel ruolo in Nazionale, mostrando buone sensazioni, e il tecnico sta valutando di riproporlo anche nell’Atalanta.
«De Ketelaere ha giocato accentrato in Nazionale e si era trovato bene. Stiamo pensando di metterlo alla prova in quella posizione di campo, mi sembra normale».
Il tecnico è tornato anche sulla prestazione contro il Venezia, sottolineando alcuni aspetti positivi ma riconoscendo la perdita di controllo della gara in determinati momenti.
«Con il Venezia bisogna vedere se è stato un problema fisico o di altra natura. Abbiamo espresso dei valori che non avevamo mai espresso, guardando le efficienze espresse sono a livello top europeo, magari nel secondo tempo abbiamo pagato un po’ quello, il baricentro non era più lo stesso. Il Venezia ha messo in difficoltà tutti, non solo noi».
Sarri ha spiegato che la squadra dovrà migliorare soprattutto nella gestione delle scelte durante la partita, alternando il gioco diretto a fasi di palleggio per mantenere il controllo.
Carnesecchi, Sarri alza l’asticella: «Pretendo che faccia la differenza»
Parole significative anche per Marco Carnesecchi, portiere sul quale l’allenatore ripone grandi aspettative. Sarri ne ha evidenziato la personalità e le potenzialità, spiegando di volerlo vedere sempre al massimo del proprio rendimento.
«Ha personalità, purtroppo non lo posso fare giocare in mezzo al campo. È uno di quelli a cui non perdonerò niente, perché ha le potenzialità per fare la differenza, lo pretendo. Ha le spalle larghe per reggere la responsabilità, non è un peso ma uno stimolo».
Infine, il tecnico ha sottolineato l’importanza della personalità collettiva, che si costruisce anche al di fuori del terreno di gioco. Contro il Pafos serviranno dunque attenzione, umiltà e capacità di gestire i diversi momenti della gara per iniziare nel modo migliore il percorso europeo.




