Raffaele Palladino e Davide Nicola si ritroveranno avversari. Il loro legame, però, va oltre la panchina e affonda le radici in una delle più memorabili imprese della Serie A, quella del Crotone nella stagione 2016/17. Un maestro e il suo allievo, oggi rivali per novanta minuti in una sfida che intreccia passato e presente.
Due stili allo specchio
La partita tra Atalanta e Cremonese sarà anche un confronto tra due filosofie. Da un lato, l’eleganza di Palladino, tecnico impeccabile nel suo abito sartoriale, che guida la squadra con calma e precisione. Un approccio che si riflette in un’Atalanta che cerca il controllo del gioco attraverso la tecnica. Dall’altro, la passione di Nicola, allenatore che vive la partita in tuta, con una grinta che trasmette ai suoi giocatori. La sua Cremonese è una squadra che fa dell’intensità e della solidità difensiva le sue armi principali.
Un cuore diviso tra Crotone e Genoa
Insieme hanno firmato il miracolo Crotone. In quella stagione, Palladino era un giocatore chiave per Nicola, con 20 presenze e 2 gol in sei mesi di battaglie. Un altro filo li unisce: il rossoblù del Genoa. Entrambi hanno lasciato un pezzo di cuore a Marassi, sebbene con ruoli diversi. Nicola era un terzino di sacrificio, con oltre 180 presenze. Palladino un attaccante di fantasia, che ha incantato i tifosi con i suoi dribbling tra il 2008 e il 2011, per poi tornare nel 2017.
Obiettivi opposti a Bergamo
A Bergamo i ricordi lasceranno spazio al campo. Palladino, considerato l’erede di Gasperini, ha il compito di dare continuità ai risultati dopo la vittoria in Coppa Italia e il pareggio di Como per assicurare un posto in Europa all’Atalanta. Nicola, specialista delle situazioni difficili, cerca punti per risollevare la Cremonese da una serie di risultati negativi. L’abbraccio prima della partita segnerà il confine tra rispetto e competizione.




