L’Atalanta di Raffaele Palladino si prepara ad affrontare un avversario trasformato dal mercato e dalla necessità. La Cremonese che arriva alla New Balance Arena non è più la squadra spensierata che fermò la Dea sull’1-1 all’andata, ma un gruppo in piena lotta per la sopravvivenza. La vittoria manca ai grigiorossi dal 7 dicembre, un lungo digiuno che ha aperto una crisi di risultati e di gioco.
Attacco a secco e rivoluzione fisica
Il problema principale per la squadra di Davide Nicola è un attacco che non segna più. Appena due reti realizzate nelle ultime nove partite sono un dato che fotografa la sterilità offensiva. La coppia Vardy-Bonazzoli, ferma a cinque gol stagionali, ha smarrito la via della rete e le alternative non hanno inciso. Per questo a gennaio la società è intervenuta. Sono arrivati giocatori di stazza e fisicità come Djuric, prelevato dal Parma per offrire una soluzione sulle palle alte, e in mezzo al campo Thorsby e Maleh per aggiungere centimetri e dinamismo. In difesa, l’esperienza di Luperto ha puntellato un reparto che aveva bisogno di solidità. Una vera e propria mutazione genetica per una squadra meno spettacolare ma più rocciosa.
La sfida tattica per Palladino
Sul piano tattico, Nicola non rinuncerà al suo 3-5-2, un modulo denso e difficile da attaccare. Mancherà però un uomo chiave nel motore della squadra, Bondo, la cui assenza toglierà aggressività e recupero palla alla mediana grigiorossa. Per l’Atalanta sarà una partita di pazienza e qualità. La squadra di Palladino dovrà imporre da subito un ritmo elevato per non consentire agli avversari di abbassare i tempi di gioco e chiudersi. Sfruttare la spinta del pubblico e la superiorità tecnica nei duelli individuali sarà il modo per scardinare il muro della Cremonese. Fischio d’inizio alle 18:30.




