La cura Palladino funziona. In tre mesi, dall’11 novembre all’11 febbraio, il tecnico ha cambiato il volto dell’Atalanta, trasformando una squadra in difficoltà in una formazione di nuovo competitiva su tre fronti. La classifica in Serie A è migliorata, la semifinale di Coppa Italia è stata conquistata e in Champions League si aprono le porte dei playoff contro il Borussia Dortmund.
La scelta della società
Il cambio di rotta è nato da una decisione della dirigenza guidata da Antonio Percassi. L’avvio di stagione 2025/26 con Ivan Juric non aveva dato i risultati attesi, con una squadra che appariva l’ombra di sé stessa. La società ha agito a novembre, riconoscendo la necessità di un intervento. La scelta è ricaduta su Raffaele Palladino, un allenatore formatosi con i dettami di Gasperini ma capace di portare un approccio nuovo, come già visto a Monza e Firenze. Questa mossa ha rivitalizzato l’ambiente e giocatori come Éderson, Scamacca e De Ketelaere.
Obiettivi concreti
I risultati sono evidenti. In campionato, la Dea si è riportata a ridosso della zona Europa. La distanza di sette punti da Roma e Juventus per un posto in Champions League resta notevole, ma i due punti che la separano dal Como rendono la corsa aperta. Un’altra via per l’Europa passa dalla Coppa Italia. Il percorso ha portato i nerazzurri in semifinale, dopo aver superato la Juventus. L’Inter è l’ostacolo maggiore, ma le altre avversarie sono al livello dei bergamaschi. Infine, la Champions League: sfumato per poco l’accesso diretto tra le prime otto, l’Atalanta si giocherà la qualificazione ai playoff contro il Borussia Dortmund.




