L’acquisto di Giacomo Raspadori da parte dell’Atalanta, diventato ufficiale ieri sera, introduce un interessante tema tattico per il nuovo allenatore Raffaele Palladino. L’attaccante, noto per la sua efficacia sotto porta, dovrà trovare una collocazione in un reparto offensivo che vede già protagonisti del calibro di Lookman e De Ketelaere. La sua versatilità apre a diverse soluzioni, ma la questione principale resta come valorizzare al meglio le sue caratteristiche.
Un passato da esterno con risultati altalenanti
La possibilità di impiegare Raspadori come esterno d’attacco non è una novità assoluta, ma le esperienze passate suggeriscono una riflessione. Durante la sua permanenza al Napoli, l’allenatore Rudi Garcia tentò di schierarlo in quella posizione nel tridente, ottenendo però prestazioni non sempre convincenti, sebbene non siano mancati sprazzi del suo talento. Va considerato che quel periodo fu complesso per l’intera squadra partenopea, reduce dalla vittoria dello scudetto. Nonostante il contesto difficile, il giocatore ha sempre dimostrato grande professionalità. Al contrario, le sue migliori performance sono arrivate quando ha agito da seconda punta, ruolo in cui, secondo quanto riportato, ha saputo essere decisivo anche sotto la guida di Conte.
Le opzioni per l’attacco di Palladino
Nello scacchiere tattico di Palladino, che sembra orientato a confermare un modulo con tre punte, Raspadori potrebbe inizialmente partire come una preziosa alternativa ai titolari. Con un De Ketelaere in grande spolvero e il rientro di Lookman, la concorrenza è alta. Tuttavia, la sua forza fisica potrebbe renderlo un’arma importante a partita in corso, specialmente contro difese affaticate. Inoltre, il corso di una lunga stagione, con infortuni e squalifiche, rimescola spesso le gerarchie. La sua duttilità offrirà a Palladino una notevole imprevedibilità e la possibilità di modellare l’attacco a seconda delle necessità, creando nuove e interessanti dinamiche offensive.




