“Non ritenevo di adattarmi a quel sistema di gioco”. Con queste parole Domenico Berardi chiuse la porta all’Atalanta nell’estate del 2021, quando la dirigenza nerazzurra tentò di portarlo a Bergamo. Un retroscena di mercato che torna d’attualità. La scelta fu puramente tattica, dettata dai dubbi del giocatore sulla compatibilità con gli schemi dell’allora tecnico Gian Piero Gasperini.
Una scelta di campo
L’attaccante, allora nel pieno della sua maturità calcistica, espresse perplessità sulla propria adattabilità al calcio di Gasperini. Ritmi alti e turnover sistematico. Questi erano i pilastri del gioco atalantino che preoccupavano il giocatore, spingendolo a rinunciare al trasferimento a Bergamo. Una scelta di fedeltà. Berardi ha preferito la certezza del progetto neroverde, rifiutando la possibilità di giocare in Europa con la Dea per non rischiare di perdere continuità.
Bandiera neroverde
Il no all’Atalanta ha consolidato il suo legame con il Sassuolo. Un percorso iniziato nel massimo campionato nel 2013 e mai interrotto. I suoi numeri con la maglia emiliana raccontano la storia di una carriera intera: oltre quattrocento presenze e più di centocinquanta reti segnate. Cifre da capitano e simbolo. Oggi, da avversario, Berardi ritrova sulla sua strada l’Atalanta, quel treno che tre anni fa scelse consapevolmente di lasciar passare.




