Il pallone pesa. Sul dischetto c’è Ederson, non uno specialista designato come Scamacca. Contro la Lazio, il brasiliano si è preso la responsabilità e ha spiazzato Provedel, regalando all’Atalanta un gol per il controsorpasso sul Como. Un’immagine simbolo. È la fotografia della sua rinascita, arrivata dopo mesi difficili e proprio quando la stagione entra nella sua fase più calda.
La leadership dopo il buio
Il suo rendimento era calato. Un’ombra che si trascinava dalla seconda parte della scorsa stagione e che aveva caratterizzato anche i primi mesi della gestione di Raffaele Palladino. La manovra della squadra ne risentiva. Poi, la svolta è arrivata con il nuovo anno, a partire dalla partita contro il Como, dove solo un grande Carnesecchi gli ha negato il titolo di migliore in campo. Da quel momento, il numero tredici ha cambiato marcia. Ha offerto prove solide contro Juventus e Cremonese, fino a prendersi la scena all’Olimpico con un gesto da leader, calciando un rigore che non tirava da un’esperienza in Brasile nel 2021.
Mercato e un futuro lontano da Bergamo
A gennaio l’Atletico Madrid ha provato a portarlo in Spagna. La dirigenza nerazzurra ha però alzato un muro, rifiutando l’offerta per non smantellare il cuore del centrocampo a stagione in corso. Una scelta di coerenza tattica. Palladino ora si gode la versione migliore del suo centrocampista, un giocatore capace di pressare, recuperare palloni e inserirsi. L’orizzonte, tuttavia, sembra definito. Con un contratto in scadenza nel 2027 e senza segnali di rinnovo, la separazione in estate appare l’esito più logico. Fino a giugno, però, Ederson vuole trascinare l’Atalanta.




