Kerim Alajbegovic ha detto sì all’Atalanta, ma il suo accordo con il club non è sufficiente a sbloccare la trattativa. L’attaccante bosniaco ha accettato la proposta contrattuale nerazzurra, ma l’ostacolo principale resta la distanza con il Bayer Leverkusen. Il club tedesco e quello bergamasco non hanno ancora trovato un’intesa sulla valutazione del cartellino, punto che al momento congela l’operazione.
La distanza economica e il piano B
La società bergamasca ha messo sul piatto una proposta da circa 26 milioni di euro, bonus inclusi, ritenuta però insufficiente dal club tedesco. Il Bayer, che a suo tempo investì 12 milioni per il classe 2007, valuta il giocatore 30 milioni e non sembra disposto a concedere sconti, convinto del potenziale del giovane attaccante. L’Atalanta, fedele alla sua politica di non partecipare ad aste, sta valutando un rilancio, ma senza stravolgere i propri parametri. Per questo la dirigenza lavora su più fronti, pronta a virare su un’alternativa già individuata: Zuriko Davitashvili, esterno del Saint-Étienne, è il nome concreto nel caso in cui il muro del Leverkusen si rivelasse insuperabile.




