Il futuro dell’Atalanta ha i volti di Sergej Levak, Relja Obric e Ljubio Puljic. La prima uscita stagionale della squadra di Maurizio Sarri ha acceso i riflettori su tre giovani talenti provenienti dall’area balcanica, tutti formalmente in forza all’Under 23 di Nicola Beati ma aggregati al ritiro della prima squadra. Le loro prestazioni hanno confermato una precisa direzione dello scouting nerazzurro, sempre più orientato verso i territori dell’ex Jugoslavia.
Levak, impatto da protagonista con una doppietta
Sergej Levak è stato il protagonista assoluto del test amichevole. Il centrocampista croato classe 2006, arrivato a Bergamo dopo un’esperienza nel settore giovanile della Roma, ha ribaltato la partita con una doppietta decisiva. Alto un metro e 96, ha mostrato una combinazione di fisicità e qualità tecnica, agendo da centrocampista con licenza di inserirsi. La sua determinazione e la capacità di essere incisivo in zona gol hanno impressionato, delineando il profilo di un giocatore con ampi margini di crescita e una forte ambizione personale.
La solidità difensiva di Obric e Puljic
Se Levak ha brillato in attacco, la difesa ha trovato solidità nei giovani Relja Obric e Ljubio Puljic. Obric, sloveno classe 2006 prelevato dal Partizan Belgrado il 31 gennaio 2023 insieme all’attaccante Vanja Vlahovic, ha agito come riserva di Berat Djimsiti mostrando sicurezza. Al suo fianco si è mosso Puljic, croato del 2007, che ha completato un reparto difensivo inedito ma efficace. La loro presenza testimonia una programmazione mirata, che cerca nei Balcani giocatori dotati non solo di talento istintivo ma anche di senso della posizione, come si legge nell’approfondimento pubblicato su CalcioAtalanta.it.
Un ponte tra presente e futuro
L’inserimento di questi giovani talenti si innesta in un contesto dove l’influenza balcanica è già consolidata. Giocatori come il croato Mario Pasalic e il serbo Lazar Samardzic rappresentano il presente di alto livello di una squadra che parla sempre più serbocroato. Pasalic è un esempio di duttilità, capace di interpretare più ruoli dal centrocampo all’attacco, mentre Samardzic offre creatività e visione di gioco. Ora la sfida per Maurizio Sarri e Nicola Beati sarà quella di gestire la crescita di Levak, Obric e Puljic, trasformando il loro potenziale in un valore concreto per il presente e il futuro del club.




