L’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta apre una sfida tattica immediata: la gestione di Giacomo Raspadori. Reduce da una stagione altalenante, l’attaccante cerca una collocazione definitiva che possa trasformare la sua ecletticità da limite a punto di forza.
Un talento polivalente in cerca di identità
Nel corso della sua carriera, Raspadori ha ricoperto quasi ogni ruolo offensivo: centravanti, seconda punta, esterno e trequartista. Una duttilità riconosciuta che, tuttavia, non gli ha garantito continuità di rendimento in una posizione specifica. Spesso impiegato come ala, non sempre ha inciso come avrebbe potuto. Ora spetta a Sarri trovare la chiave per valorizzarlo, un compito che in passato ha impegnato anche altri tecnici, come Spalletti e Conte, i quali avevano ipotizzato persino un suo arretramento a mezzala.
Dal 4-3-3 al falso nove: le ipotesi sul tavolo
Sul tavolo ci sono diverse soluzioni. La più lineare è la conferma come ala sinistra nel 4-3-3, modulo di riferimento di Sarri. La storia del tecnico, però, apre a scenari più creativi. A Napoli, Sarri trasformò Dries Mertens da esterno in un prolifico centravanti atipico, e un percorso simile potrebbe essere disegnato per Raspadori. Nel ruolo di ‘falso nove’, l’attaccante ha già convinto ai tempi del Sassuolo e potrebbe essere schierato al centro dell’attacco, magari con De Ketelaere al suo fianco. Altre opzioni includono l’impiego da trequartista in un 4-3-1-2 o la già citata trasformazione in centrocampista. La scelta definitiva, tuttavia, spetterà al tecnico dopo le valutazioni del ritiro estivo.




