Atalanta-Bayern Monaco, sequestrati 800 articoli falsi per 10mila euro
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Atalanta-Bayern Monaco, sequestrati 800 articoli falsi per 10mila euro

Sventata una truffa ai danni dei tifosi nerazzurri. La Guardia di Finanza di Cremona ha sequestrato 800 articoli contraffatti, per un valore di 10mila euro, pronti per la vendita.

L’attesa per le grandi notti europee accende una passione travolgente, un entusiasmo che colora la città e unisce i tifosi. A volte, però, c’è chi cerca di sfruttare questo amore incondizionato per scopi illeciti. In vista della sfida di Champions League tra l’Atalanta e il Bayern Monaco, un’operazione della Guardia di Finanza di Cremona ha smascherato un tentativo di speculare sull’entusiasmo dei sostenitori nerazzurri, portando al sequestro di merchandising non ufficiale.

L’operazione scattata dai social

L’indagine è partita da un monitoraggio dei social network. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cremona hanno individuato una campagna pubblicitaria sospetta, riconducibile a due indagati, tra cui il titolare di un’azienda di abbigliamento dell’hinterland cremasco. Il piano era vendere il materiale nei pressi dello stadio a ridosso della partita. La Procura ha quindi emesso un decreto di perquisizione, eseguito il 10 marzo 2026. All’interno dei locali, i militari hanno trovato il personale intento a produrre la merce e hanno sequestrato circa 800 articoli, tra cui felpe, gilet, t-shirt, pantaloncini, mascherine e numerose sciarpe celebrative, oltre ai cliché per la stampa. Il valore complessivo del materiale è di circa 10mila euro. “Era pronto per essere venduto”, ha spiegato il colonnello Alessandro Di Filippo, che ha escluso l’immissione sul mercato di altri prodotti, dato che l’azienda non effettua vendite online o a rivenditori.

Il rovescio della medaglia del successo

Questo episodio, se da un lato evidenzia un’attività criminale, dall’altro può essere visto come un singolare indicatore della crescita esponenziale del marchio Atalanta. La gestione del presidente Antonio Percassi e i successi ottenuti sul campo hanno proiettato la Dea in una dimensione internazionale, rendendola un brand sempre più appetibile. L’interesse dei falsari, per quanto illegale e dannoso, è una conseguenza diretta della notorietà e del prestigio raggiunti dal club. L’intervento della Guardia di Finanza ha quindi non solo bloccato un’attività illecita, ma ha anche protetto l’immagine della società e garantito che la passione dei tifosi non venisse macchiata da iniziative commerciali fraudolente.