Karl-Heinz Rummenigge non usa giri di parole. Il dirigente del Bayern Monaco, intervenendo a La Gazzetta dello Sport, mette in guardia la sua squadra in vista della prossima sfida di Champions League contro l’Atalanta. Niente favoritismi. Il rispetto per la squadra di Raffaele Palladino è massimo, con un’analisi che parte dai recenti successi europei dei nerazzurri e arriva fino al modello societario gestito dalla famiglia Percassi.
Le vittorie contro le tedesche
Il timore in casa Bayern nasce da ferite ancora fresche. Rummenigge ricorda bene la finale di Europa League a Dublino, definendo la vittoria dell’Atalanta contro il Bayer Leverkusen come un successo meritato sotto ogni punto di vista. Un precedente che pesa. A questo si aggiunge l’eliminazione del Borussia Dortmund, un risultato che ha sorpreso l’intera Germania. La capacità dei nerazzurri di ribaltare un risultato avverso nel ritorno ha lasciato un segno, dimostrando una forza mentale che a Monaco non intendono sottovalutare. Per Rummenigge, la squadra bergamasca non “può essere considerata una semplice outsider”.
L’elogio al modello Percassi
L’ammirazione del dirigente tedesco non si ferma al rettangolo di gioco. Rummenigge ha espresso grande apprezzamento per la gestione del club, elogiando apertamente la famiglia Percassi. Dopo averli conosciuti di persona, è rimasto colpito dalla loro visione e dalla solidità della struttura aziendale. La capacità di prendere decisioni corrette senza cedere alla pressione esterna è, secondo lui, il segreto dietro la crescita costante del progetto Atalanta. Un modello di gestione che fa scuola anche per un colosso come il Bayern Monaco. Le sue parole sono un attestato di stima che fotografa lo status raggiunto dal club a livello continentale.

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