La serata del 22 ottobre 2019 rappresenta una data fondamentale nella storia europea dell’Atalanta. La sconfitta per 5-1 contro il Manchester City all’Etihad Stadium, nella prima partecipazione alla Champions League, fu tanto una dura lezione quanto l’innesco per una rimonta memorabile.
L’illusione del vantaggio
Per ventisette minuti, la squadra di Gasperini visse un sogno. Un contropiede avviato da Ruslan Malinovskyi portò Iličić a essere atterrato in area da Fernandinho. Fu lo stesso ucraino a trasformare il calcio di rigore al 28′, portando i nerazzurri in vantaggio e ammutolendo i 49.308 spettatori presenti.
La reazione inglese
Il vantaggio durò poco. Il City reagì con forza, pareggiando al 34′ con Agüero su assist di Sterling. Lo stesso Agüero raddoppiò quattro minuti più tardi su rigore, concesso per un fallo di Masiello su Sterling, ribaltando il punteggio prima dell’intervallo. La ripresa fu un monologo di Raheem Sterling, che realizzò una tripletta in soli undici minuti, tra il 58′ e il 69′, fissando il risultato sul 5-1. L’espulsione di Foden nel finale non cambiò l’esito della partita.
Da zero punti alla qualificazione
Dopo quella sconfitta, la terza in altrettante partite, l’Atalanta si ritrovò ultima nel girone C con zero punti. Quello che sembrava il punto più basso della sua avventura europea si trasformò invece nel punto di svolta. Nelle successive partite, la squadra ottenne un pareggio per 1-1 contro lo stesso City a San Siro, per poi vincere contro la Dinamo Zagabria e a Kharkiv. Questa serie di risultati positivi permise ai nerazzurri di conquistare una storica qualificazione agli ottavi di finale.




