La finale di Coppa Italia potrebbe cambiare sede. L’eventualità di un ultimo atto tra Atalanta e Como, qualora le due squadre superassero le semifinali, apre a uno scenario inedito per la competizione. Sul tavolo della Lega Serie A finiscono infatti valutazioni che vanno oltre il campo, toccando ordine pubblico e immagine dell’evento.
Una questione di sicurezza e logistica
La storica rivalità tra le tifoserie di Atalanta e Como rappresenta il primo nodo da sciogliere. Una partita secca all’Olimpico di Roma comporterebbe la convergenza di due tifoserie ostili verso la capitale, con percorsi logistici che inevitabilmente si incrocerebbero. A questo si aggiunge un tema legato al riempimento dello stadio, considerato un elemento centrale per la Lega. L’obiettivo è garantire una cornice di pubblico adeguata e un evento che si svolga senza criticità sotto il profilo della sicurezza.
Il regolamento apre a nuove sedi: l’Emilia in prima fila
Il regolamento della Coppa Italia lascia margine di manovra. La norma prevede che la finale si giochi “in linea di principio allo Stadio Olimpico di Roma”, ma concede al Consiglio di Lega la facoltà di scegliere un’altra sede con “giudizio insindacabile”. Questa clausola permette di agire in presenza di criticità organizzative. Mentre l’ipotesi San Siro appare complessa da gestire, le candidature di Reggio Emilia e Parma guadagnano terreno. Le città emiliane consentirebbero una gestione più ordinata dei flussi di tifosi, con percorsi separati e un contesto più controllabile.




