Sono 27 i trofei vinti dal settore giovanile dell’Atalanta, il fondamento su cui il club ha costruito la sua storia. Questa tradizione vincente ha origine da una filosofia precisa, consolidata nel tempo da figure chiave che hanno trasformato il vivaio di Zingonia in un modello riconosciuto.
L’era di Mino Favini
La svolta decisiva per il settore giovanile nerazzurro avvenne nel 1992 con l’arrivo di Mino Favini. Fu il presidente Antonio Percassi a convincerlo a lasciare Como per prendere le redini di Zingonia. Percassi ricorda di aver considerato strategico dare un’accelerata all’attività giovanile e di aver individuato in Favini la figura emergente per questo progetto. L’impatto del suo lavoro, proseguito per 24 anni, fu profondo. Sotto la sua guida, il vivaio conquistò 26 titoli in 32 anni. Le vittorie spaziarono tra scudetti Giovanissimi, Allievi, Berretti, Primavera, Under 15 e Under 16, oltre a Coppe e Supercoppe di categoria. I suoi insegnamenti sono ancora oggi un punto di riferimento.
Le generazioni d’oro, da Rota a Pisani
Prima dell’avvento di Favini, il vivaio aveva già scritto pagine significative. Il primo scudetto giovanile risale alla stagione 1948/49, quando la squadra Ragazzi guidata da Giuseppe Ciatto superò la Lazio in una doppia finale. Da quel gruppo emersero Titta Rota e Livio Roncoli, destinati a diventare icone del club. Il primo titolo in assoluto nella storia della società fu però vinto nel 1928, con la vittoria per 3-0 sulla Pistoiese nella finale per lo scudetto di categoria. L’arrivo di Favini coincise con la fioritura di una generazione di talenti nota come la “banda Prandelli”, che nella stagione 1992/93 vinse lo scudetto e il Torneo di Viareggio. Quella squadra includeva giocatori come Tacchinardi, Tomas Locatelli, Morfeo e Federico Pisani. Dopo Favini, il lavoro è stato portato avanti da Maurizio Costanzi e oggi la responsabilità del settore giovanile è affidata a Roberto Samaden.




