Bernasconi, l'ascesa di un talento: da Zingonia alla Champions League
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Bernasconi, l’ascesa di un talento: da Zingonia alla Champions League

Da talento della Primavera a titolare inamovibile con Palladino. La storia di Lorenzo Bernasconi, il gioiello di Zingonia che si è preso l’Atalanta e ora sogna la maglia azzurra.

Lorenzo Bernasconi si è preso l’Atalanta. L’esterno classe 2003 è diventato un punto fermo della squadra di Raffaele Palladino, completando una scalata iniziata dalla Serie C. Un’ascesa inarrestabile. Il suo percorso lo ha trasformato in uno dei protagonisti più in vista del club bergamasco, con prestazioni che lo hanno proiettato dalla terza serie al palcoscenico della Champions League.

Un percorso costruito a tappe

La sua storia parte da Crema. Dopo l’esperienza alla Trevigliese, Bernasconi cresce nel settore giovanile della Cremonese fino al 2021. A 18 anni arriva il trasferimento alla Primavera dell’Atalanta, dove inizia il suo percorso di maturazione. Per due stagioni si allena con la prima squadra e accumula esperienza nell’Under 23 in Serie C. La promozione definitiva arriva a luglio, favorita anche da un infortunio occorso a Mitchel Bakker. Da quel momento, l’esterno sinistro ha sfruttato la sua occasione, trovando continuità e mettendo in mostra le sue qualità. Da dicembre è diventato una scelta costante per Palladino, che lo ha schierato titolare in quasi tutte le partite.

La fiducia dei tecnici e il futuro

Il suo sviluppo è frutto del lavoro di più allenatori. Gasperini ne ha curato la crescita in allenamento, Juric lo ha lanciato dal primo minuto contro il Psg e Palladino ne sta valorizzando il potenziale. Un percorso che ha già attirato l’attenzione. Le sue 21 presenze stagionali, di cui sei in Champions League, ne testimoniano l’impatto. Se continuerà su questa strada, la sua valutazione di mercato potrebbe seguire quella del coetaneo Ruggeri, ceduto per 18 milioni. Ora per Bernasconi si aprono anche le porte di un futuro in Nazionale. Il ragazzo cresciuto nei campetti di provincia è diventato un uomo simbolo nel derby lombardo con la Cremonese, la squadra delle sue origini.