Nessun portiere cresciuto a Zingonia aveva fatto meglio dal 1943. Il dato, 0,86 gol subiti a partita in Serie A, definisce l’impatto di Marco Carnesecchi sull’Atalanta. Non è solo statistica. È la certificazione di una crescita che ha trasformato un talento del vivaio in un leader tecnico ed emotivo per la squadra.
Oltre le parate: la nascita di un leader
L’affermazione di Carnesecchi è arrivata nel 2023, quando ha conquistato la maglia da titolare superando la concorrenza di Musso. Da quel momento, la sua traiettoria è stata verticale. Combina reattività tra i pali e una struttura fisica che gli permette di dominare l’area, ma il suo apporto va oltre gli interventi tecnici. Contro il Como ha tenuto in piedi la squadra in inferiorità numerica, mentre le sue prestazioni contro Juventus e Cremonese hanno blindato il risultato con parate decisive. La sua voce è una presenza costante in campo, un riferimento per i compagni attraverso richiami e indicazioni continue.
Un simbolo per il futuro e una scelta strategica
Il portiere classe 2000 rappresenta la filosofia del club nerazzurro. Un calciatore cresciuto nel settore giovanile e diventato un punto fermo della prima squadra. La sua leadership naturale lo proietta come una figura centrale per il futuro, tanto che l’ipotesi di vederlo con la fascia di capitano non è più un’utopia. Per l’Atalanta si apre ora una fase di pianificazione. La priorità è consolidare il rapporto con il proprio numero 29 attraverso un contratto a lungo termine, assicurando che il patrimonio tecnico e umano costruito a Zingonia rimanga il perno della squadra. Un segnale per il presente e una garanzia per il domani.




