La sconfitta subita contro l’Athletic Bilbao ha sollevato interrogativi sulla fisionomia dell’attacco atalantino. A gettare luce sulla questione è stato Paolo Di Canio che, dagli studi di Sky Sport, ha offerto una lettura critica del reparto offensivo nerazzurro, mettendo a confronto le caratteristiche di Gianluca Scamacca con quelle dell’ex centravanti Mateo Retegui.
Il confronto tra tecnica e aggressività
Secondo l’analisi di Di Canio, il dualismo tra i due attaccanti evidenzia le attuali necessità della squadra guidata da Raffaele Palladino. Gianluca Scamacca viene descritto come un giocatore di grande qualità tecnica, un attaccante “bello da vedere”, ma a cui mancherebbe una certa dose di aggressività nei duelli fisici. “È meno selvaggio di Retegui nel corpo a corpo”, ha osservato Di Canio, sottolineando come un giocatore con la sua stazza potrebbe dominare maggiormente dal punto di vista fisico. All’attuale numero nove nerazzurro mancherebbe quella “cattiveria” agonistica necessaria per trasformare ogni pallone in una potenziale occasione da gol.
Lo spirito combattivo di Retegui
Il paragone si sposta poi su Mateo Retegui, ceduto in Arabia Saudita durante l’estate. L’italo-argentino viene ricordato da Di Canio come un “animale” del gol, un lottatore instancabile. Pur essendo tecnicamente meno raffinato di Scamacca, Retegui garantiva una pressione costante sui difensori avversari e un’intensità che trascinava l’intera squadra. Secondo l’opinionista è proprio questa figura di “centravanti di rottura” a mancare nello scacchiere tattico di Palladino, un giocatore capace di fare la differenza nelle partite più fisiche e bloccate, come quella contro la formazione basca.




