Bernasconi brucia le tappe: rientro anticipato a Zingonia per conquistare la nuova Atalanta
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Atalanta, fascia sinistra da sistemare: Sarri aspetta risposte da Bernasconi e Kolasinac

Dubbio per l’out di sinistra.

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La fascia sinistra resta uno dei nodi da risolvere nell’Atalanta di Maurizio Sarri. Lorenzo Bernasconi e Sead Kolasinac si sono alternati nelle prime sette partite stagionali, ma nessuno dei due è riuscito finora a conquistare stabilmente il posto. Il tecnico vuole continuare a lavorare sul giovane italiano, senza rinunciare all’esperienza del bosniaco, mentre la società valuta anche le possibili mosse per gennaio.

Bernasconi e Kolasinac, numeri quasi identici

La staffetta tra i due difensori è evidente anche nei minuti giocati. Bernasconi ne ha accumulati 292, Kolasinac 309: entrambi sono scesi in campo cinque volte, con appena 17 minuti di differenza. Sarri non ha ancora individuato una soluzione definitiva e la corsia resta aperta alla concorrenza.

Bernasconi aveva iniziato la stagione da titolare, prima di lasciare spazio anche al bosniaco. Contro la Juventus è tornato dal primo minuto, ma il percorso per diventare un riferimento stabile richiede ancora progressi. Il giovane ha mostrato qualità e disciplina, deve però migliorare soprattutto nei duelli individuali e nella gestione degli avversari più rapidi.

Sarri vuole dare altre occasioni al giovane

L’allenatore ha ribadito la volontà di accompagnare la crescita del terzino italiano. «Essendo il più giovane, è quello a cui vanno date altre possibilità», ha spiegato Sarri durante una visita alla redazione de L’Eco di Bergamo.

Il passaggio al nuovo sistema tattico richiede tempo: nel 4-3-3 il terzino deve garantire copertura, ma anche partecipare alla manovra offensiva con movimenti precisi. Bernasconi deve ancora assimilare alcuni automatismi, pur avendo caratteristiche che potrebbero adattarsi bene al ruolo nel medio periodo.

La fiducia del club nei suoi margini di crescita è confermata anche dalla valutazione che sarebbe stata fissata in caso di interesse da parte di altre società, intorno ai 25 milioni di euro. La priorità, però, è permettergli di crescere senza bruciare le tappe.

Kolasinac chiamato a reinventarsi

Il discorso è diverso per Kolasinac. A 33 anni, il difensore bosniaco si trova ad affrontare una nuova fase della carriera: dopo aver trovato spazio soprattutto da centrale mancino, con Sarri è chiamato a tornare terzino in una linea a quattro.

Il cambio comporta più corse laterali e duelli in fascia, con richieste atletiche differenti. La disponibilità non è mancata, ma alcune sbavature hanno pesato sul suo avvio, dagli errori contro l’Hapoel al fallo di mano che ha provocato un rigore contro il Cagliari.

In estate la sua partenza era stata presa in considerazione, ma la cessione di Honest Ahanor ha modificato i piani. L’Atalanta ha scelto di trattenere il bosniaco e di destinare altrove le risorse disponibili, rinforzando il reparto offensivo con Jonathan Rowe.

Zappacosta e il mercato di gennaio

Sarri dispone comunque di un’altra opzione: Davide Zappacosta può essere adattato sulla sinistra, soprattutto considerando che sulla corsia opposta Raoul Bellanova si è ritagliato un ruolo importante. Una soluzione interna che permetterebbe di modificare gli equilibri senza intervenire subito sul mercato.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se Bernasconi riuscirà a compiere un salto di qualità e se Kolasinac troverà maggiore continuità nel nuovo ruolo. Se la situazione non dovesse migliorare, un rinforzo a gennaio potrebbe diventare un’opportunità concreta, anche per consentire al giovane italiano di completare il proprio percorso senza l’obbligo di reggere da solo il peso della titolarità.